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16 settembre 2014

Wearable device: come affrontare l’arrivo delle tecnologie indossabili?

Secondo gli esperti, il prossimo grande trend sarà rappresentato dalla tecnologia indossabile, che cambierà il modo di lavorare delle aziende.
Ma siamo davvero preparati per il nuovo fenomeno WYOD (Wear Your Own Device) e per l’impatto che questo avrà sulle reti aziendali e domestiche? 
Una recente indagine di FOIA (Freedom of Information Act) ha rivelato che nonostante il 93% delle organizzazioni nel settore pubblico abbia investito in strumenti per la gestione di rete, solo meno di un quarto (23%) si preoccupa di monitorare regolarmente le performance della rete durante l’orario di lavoro. E, fatto ancora più preoccupante, la maggioranza degli uffici pubblici in UK (79%) nemmeno è in grado di differenziare i dispositivi wireless e cablati presenti sulla loro rete.
Le tecnologie indossabili (dagli orologi e occhiali “smart”, fino agli scanner di impronte digitali e bracciali) stanno facendo la loro comparsa sul mercato ed è prevedibile che tra non molto saranno pervasive come oggi lo sono gli smartphone. La società specializzata in ricerche sulle tecnologie smart On World prevede che il mercato raggiungerà nei prossimi cinque anni un valore di 50 miliardi di dollari. In tutti i settori si è iniziato a immaginare opportunità per oggetti indossabili dotati di sensori e per applicazioni e servizi cloud integrati.
Sensori e software e servizi cloud sono secondo On World la nuova piattaforma “killer”. Il programma per sviluppatori recentemente lanciato da Nest ha già individuato il potenziale per tecnologie indossabili integrate con sistemi domestici intelligenti come, ad esempio, il fitness tracker UP di Jawbone integrato con i termostati intelligenti di Nest. Queste tecnologie consumer presto passeranno dall’ambiente domestico a quello di lavoro, con le conseguenze che è facile immaginare per le aziende.
Sony ha presentato la richiesta di brevettare la “parrucca intelligente”, capace di elaborare dati e comunicare in modalità wireless con altri dispositivi. Per quanto bizzarra possa sembrare questa applicazione, indica chiaramente come i grandi nomi si stiano già muovendo per avvantaggiarsi sui concorrenti.
Secondo Ipswitch, le tecnologie indossabili non sostituiranno smartphone e tablet. Semplicemente moltiplicheranno il numero di dispositivi che accedono alla rete.
Non è solo una questione di occupazione di banda. Esistono anche serie preoccupazioni per la sicurezza. Una delle maggiori, è che molte cose potranno essere fatte senza che nessuno se ne accorga. Gli smartwatch, ad esempio, hanno una fotocamera e sfruttando la connessione a Internet di uno smartphone, fotografare un documento e caricarlo su Dropbox è questione di un attimo. I Google Glass vanno addirittura oltre, permettendo di registrare tutto quello che vedete.

1 dicembre 2012

5 trend tecnologici e di business del 2013

Secondo i principali trend tecnologici e di business identificati da Verizon per il 2013, nel nuovo anno si assisterà a un incremento dell’adozione di tecnologie avanzate per rispondere alle mutevoli esigenze delle aziende, aumentando nel contempo la produttività e creando nuove esperienze per i clienti. Da qui 5 principali trend tecnologici suggeriti da Verizon Enterprise Solutions per il nuovo anno.

1. Previsioni ottime per i cloud ibridi
I data center distribuiti e le reti intelligenti fisse e mobili che li collegano rappresentano ora una valida alternativa alle tradizionali VPN (Virtual Private Network) che hanno rappresentato a lungo le basi della comunicazione aziendale. L'anno prossimo ci sarà uno spostamento significativo dalle VPN ai cloud pubblici, privati e, soprattutto, ibridi. “Entro il 2013 oltre il 60% di tutte le aziende avrà adottato una qualche forma di cloud computing”, afferma un report di Gartner.

2. Gli utenti mobili assumono il controllo
Secondo Forrester, “il 66% dei dipendenti utilizza a scopo lavorativo due o più dispositivi mobili”, un dato che ha implicazioni significative.
Le imprese adotteranno sempre più spesso strategie di enterprise mobility basate su cloud, creando “cloud personali” nei quali i dipendenti potranno usare le applicazioni aziendali per svolgere più efficacemente il proprio lavoro. Le aziende saranno inoltre più proattive nell'affrontare le sfide associate alla separazione tra vita personale e vita professionale dei dipendenti avvalendosi di “application store” privati e tecniche per la gestione dei dispositivi mobili per creare un ambiente di lavoro più mobile e più sicuro.

3. Macchine interconnesse
“Internet of Things” è arrivato e continuerà a crescere per soddisfare esigenze specifiche di settore. Secondo un report Gartner, “nel 2011, gli oltre 15 miliardi di oggetti sul Web con oltre 50 miliardi di connessioni intermittenti cresceranno entro il 2020 arrivando a più di 30 miliardi di oggetti con oltre 200 miliardi di connessioni intermittenti”.
Le connessioni M2M (Machine-to-Machine) non comprendono ora solo i contatori intelligenti e le automobili smart. Per esempio, reti elaborate di sensori con connessioni dirette M2M si trovano oggi nel settore della sanità e nella prima generazione di telematica automobilistica destinata ai consumatori.
La capacità di raccogliere, memorizzare e analizzare enormi volumi di dati definirà quali aziende sapranno estrapolare le informazioni migliori e prendere le decisioni più agili per trarre un vantaggio competitivo.

4. Reti più intelligenti e invisibili
Un tessuto intelligente che collega tutto e tutti renderà le reti invisibili agli occhi degli utenti finali, anche a fronte di un tasso di crescita annuo composto del traffico IP del 29% da qui al 2016, secondo le stime del Cisco Visual Networking Index.

5. La sicurezza
Nel 2013 la sicurezza uscirà dall'ambito specialistico diventando un must per l'IT a ogni livello. Le violazioni della sicurezza riguardano accessi, infrastrutture e applicazioni avvengono su reti fisse e mobili e hanno impatti su capitale fisico, finanziario e intellettuale. La sfera d'azione è globale... come afferma il “Verizon Data Breach Investigations Report” del 2012. La sicurezza delle identità diventerà un problema molto più diffuso nel corso del 2013.

31 maggio 2012

Le aziende dicono “si” al BYOD. Il mondo del lavoro punta sulla mobility

In questi giorni Cisco ha annunciato i risultati dello studio IBSG Horizons (vedi anche infografica sotto) che ha coinvolto 600 manager e responsabili IT statunitensi e che indica come l’IT stia accettando, e in alcuni casi addirittura incitando, la tendenza a portare sul luogo di lavoro i dispositivi personali - il cosiddetto “bring your own device” BYOD - come un dato di fatto nella vita aziendale.
Lo studio indica anche alcuni dei vantaggi che ne derivano e mette in guardia sulle complessità tecnologiche che tale tendenza comporta per le reti aziendali.
La maggior parte delle organizzazioni starebbe “autorizzando” il BYOD in azienda, e a conferma di ciò il 95% degli intervistati ha affermato che la propria organizzazione permette l’utilizzo dei dispositivi di proprietà dei dipendenti, sul posto di lavoro. L’84% degli intervistati non solo consente ai propri dipendenti l’utilizzo dei dispositivi personali, ma offre loro anche diversi livelli di supporto.

Il 78% dei dipendenti (i cosiddetti colletti bianchi) statunitensi utilizza per lavorare un dispositivo portatile, e il 65% dichiara inoltre di aver bisogno di una connettività mobile per svolgere le proprie mansioni. Inoltre, il report ha rilevato che entro il 2014 il numero di dispositivi che i dipendenti utilizzano dovrebbe raggiungere una media di 3,3, rispetto a 2,8 del 2012.
Oltre a ciò, lo studio rivela che il BYOD può portare con sé ulteriori vantaggi di business. Oltre i tre quarti (76%) dei responsabili IT intervistati hanno definito il BYOD come un fenomeno abbastanza o estremamente positivo per le loro aziende, pur essendo consapevoli delle criticità per l'IT.
I dipendenti apprezzano di poter essere liberi di lavorare quando e dove vogliono, e hanno anche espresso il desiderio di utilizzare sul lavoro le proprie applicazioni: il 69% degli intervistati ha dichiarato che le applicazioni non approvate, soprattutto social network, e-mail basate su cloud e messaggistica istantanea, sono a oggi molto più diffuse di due anni fa.

E voi... come lavorate?


21 marzo 2012

Il bene più importante, viaggia su reti sicure


Dati sensibili, documenti digitali, report, e-mail e molto altro. In una parola: informazioni. Mai come oggi, possiamo definire le informazioni digitali come l’asset più importante e di maggior valore, per professionisti e aziende di qualsiasi dimensione.
Per questo motivo l’attenzione degli esperti di sicurezza, è sempre più attratta da strumenti e procedure atte a proteggere le reti su cui viaggia quotidianamente questo patrimonio importantissimo.
Purtroppo, ogni giorno nascono nuove minacce pronte ad attaccare i sistemi e le reti, provocando danni spesso irreparabili. Il furto o la distruzione di informazioni e dati (database) presenti nelle reti aziendali, comporta ormai gravi perdite economiche e forti ripercussioni nei business.
L’aumento dei cosiddetti end-point come smartphone, tablet e PC portatili, unito allo sviluppo del cloud computing e della memorizzazione in server virtuali, è un problema che non riguarda più solo le grandi multinazionali, ma anche le piccole e medie imprese sparse sul territorio, nonchè i professionisti. Questo implica necessariamente la definizione di opportune regole per gestire, proteggere e accedere alle reti.
La multinazionale Cisco indica, tra i principali consigli da seguire, quello di mantenere sotto controllo la totalità della propria rete. E’ fondamentale sapere dove inizia e finisce la propria infrastruttura IT. Molte aziende, al contrario, non hanno alcuna idea del complesso della propria rete (e dei punti di accesso).