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29 gennaio 2015

Il consumo dei video è sempre più online

A quasi due anni dal lancio in Italia, continua la crescita di BuzzMyVideos, network internazionale di video maker di talento su YouTube. Molte le novità nell’ultimo periodo: a oggi oltre 100.000 youtuber hanno chiesto di poter entrare a far parte del multi channel network (MCN). Il network conta oggi oltre 5000 video maker partner a livello globale che, complessivamente, generano oltre 200 milioni di visualizzazioni al mese e oltre 16 milioni di utenti iscritti.
Una crescita in linea con dei trend che vedono i consumatori sempre più scegliere di guardare contenuti video online. Secondo recenti dati presentati nella ricerca  Accenture Digital Consumer Survey 2014, oltre la metà degli italiani guarda quotidianamente via Internet film e programmi TV. Ed entro il 2016 Cisco prevede che ogni secondo Internet sarà attraversato da 1,2 milioni di minuti di video. L’equivalente di due anni di traffico.


11 luglio 2014

La TV nostro unico amore? C'è spazio anche per mobile e social

Le abitudini di fruizione dei contenuti stanno evolvendo rapidamente, anche se passiamo ancora molto tempo davanti alla TV. Secondo la ricerca Connected Life, pubblicata in questi giorni da TNS (istituto di ricerca e consulenza di marketing), la voglia di televisione rimane, ma i televisori da soli non sono più in grado di soddisfare il nostro desiderio di contenuti.
Cresce l’online media e lo “screen-stacking” con più device. Una metà di coloro che guardano la TV, si diletta contemporaneamente in altre attività digitali, come social media, controllo dell’ email o ricerca di informazioni pre-acquisto online (in Italia possediamo circa 5 device digitali ognuno).
La domanda di contenuti in streaming, senza vincoli di tempo e di luogo, poi è stata amplificata durante i Mondiali di Calcio, delle ultime settimane. Gli utenti di ogni parte del mondo vogliono accedere a questo evento sportivo internazionale così importante, attraverso i device disponibili, a casa e fuori casa, magari anche commentando gli accadimenti in tempo reale sulle piattaforme social con i propri amici e conoscenti.
Il desiderio di fruire dei nostri programmi televisivi preferiti a tutte le ore del giorno sta anche sostenendo la crescita dell’utilizzo della cosiddetta TV online. Un terzo (33%) degli intervistati in Italia, guarda video giornalmente su PC, laptop, tablet o smartphone. Anche ad Hong Kong, il video online raccoglie grande interesse (32% degli intervistati guarda video online ogni giorno): qui i “phablet” sono sempre più popolari e supportano le visioni on-the-go con schermi maggiorati rispetto agli smartphone. Ad Hong Kong infatti, sempre più spesso si sceglie di guardare TV e video online piuttosto che su un televisore tradizionale.

Eppure, nonostante questa forte crescita di fruizioni online, la televisione tradizionale gioca comunque un ruolo molto importante nelle nostre vite, con l’82% dei rispondenti che dichiarano di guardarla quotidianamente. 4 telespettatori su 5 in Italia (84%) la guardano senza distrazioni, la sera mentre cenano.
Gabriella Bergaglio, Digital Practice Lead TNS Italia, presentando la Ricerca ha spiegato come in Italia, ancor più che in Europa, l’attenzione ai contenuti video online è elevata. Se da un lato dunque non si discute il nostro amore per il televisore, dobbiamo anche essere pronti a recepire nelle nostre attività di comunicazione e brand activation questi nuovi pattern di fruizione. I professionisti del Marketing e della Pubblicità sono dunque chiamati a tenere conto di questi cambiamenti affrontando una nuova grande sfida.
La brand activation e la brand experience  quindi aprono a nuovi orizzonti, con il supporto del Digital, pur con diversi obiettivi e bisogni informativi secondo le categorie interessate. Il focus sul consumatore/cliente resta il punto di partenza di ogni pensiero strategico, senza dimenticare attitudini, comportamenti e need di un consumatore ormai “always on”.




29 aprile 2013

Il Mobile: sventura e opportunità per i Retailers


Secondo gli ultimi dati rilasciati dallo studio TNS Mobile Life 2013, il Mobile conferma di poter giocare un ruolo importante per i Retailer, che oggi rischiano di essere declassati a semplici “luoghi espositivi”. Mobile Life è lo studio che esplora comportamenti, motivazioni e priorità di 38.000 utilizzatori di device mobili in 43 Paesi nel mondo.
Soprattutto in alcune categorie (come tecnologia, abbigliamento, ecc.) e complice la crisi, ma non solo, sembra infatti che flussi di traffico rilevanti nei punti vendita siano sempre più finalizzati ad “osservare e provare” i prodotti, valutarne la consumer experience, la facilità d’uso, la corrispondenza con le qualità/funzionalità richieste, senza però arrivare ad acquistare. Quasi i due terzi degli utenti mobile in Italia (circa un terzo a livello globale), dichiarano di mettere in atto tali comportamenti.
Secondo lo studio, se da un lato l’effetto “showroom” può rivelarsi un rischio importante, dall’altro il mobile può offrire soluzioni ai brand per minimizzare questo rischio e tradurlo in nuove opportunità.

Fra coloro che dichiarano di visitare i punti vendita per vedere/provare i prodotti, due terzi degli intervistati dichiarano di usare lo smartphone nelle loro visite, offrendo d’altro canto ai brand nuove opportunità di ingaggiare gli shopper, interagire con loro, con l’obiettivo di convertire le visite in acquisti.
Lo studio evidenzia anche che le persone sono aperte all’interazione con i brand sul punto vendita, con più di un terzo degli smartphone users disponibile a ricevere coupons via mobile, mentre acquista, ed un quinto interessato ad app che lo supportino nella ricerca in-store di quanto desiderato.
Valorizzando i benefit della comunicazione via mobile nel negozio, in termini di contesto (qui e ora) e contenuti (informazioni utili per scegliere, in quel momento), aziende produttrici e distributori possono promuovere la propria offerta, sfruttando la vasta gamma di attività di marketing e comunicazione digitale, proprio nel momento in cui tali informazioni sono maggiormente rilevanti e quindi hanno la miglior probabilità d’essere “ascoltate” ed elaborate, spingendo lo shopper verso le casse.

1 dicembre 2012

5 trend tecnologici e di business del 2013

Secondo i principali trend tecnologici e di business identificati da Verizon per il 2013, nel nuovo anno si assisterà a un incremento dell’adozione di tecnologie avanzate per rispondere alle mutevoli esigenze delle aziende, aumentando nel contempo la produttività e creando nuove esperienze per i clienti. Da qui 5 principali trend tecnologici suggeriti da Verizon Enterprise Solutions per il nuovo anno.

1. Previsioni ottime per i cloud ibridi
I data center distribuiti e le reti intelligenti fisse e mobili che li collegano rappresentano ora una valida alternativa alle tradizionali VPN (Virtual Private Network) che hanno rappresentato a lungo le basi della comunicazione aziendale. L'anno prossimo ci sarà uno spostamento significativo dalle VPN ai cloud pubblici, privati e, soprattutto, ibridi. “Entro il 2013 oltre il 60% di tutte le aziende avrà adottato una qualche forma di cloud computing”, afferma un report di Gartner.

2. Gli utenti mobili assumono il controllo
Secondo Forrester, “il 66% dei dipendenti utilizza a scopo lavorativo due o più dispositivi mobili”, un dato che ha implicazioni significative.
Le imprese adotteranno sempre più spesso strategie di enterprise mobility basate su cloud, creando “cloud personali” nei quali i dipendenti potranno usare le applicazioni aziendali per svolgere più efficacemente il proprio lavoro. Le aziende saranno inoltre più proattive nell'affrontare le sfide associate alla separazione tra vita personale e vita professionale dei dipendenti avvalendosi di “application store” privati e tecniche per la gestione dei dispositivi mobili per creare un ambiente di lavoro più mobile e più sicuro.

3. Macchine interconnesse
“Internet of Things” è arrivato e continuerà a crescere per soddisfare esigenze specifiche di settore. Secondo un report Gartner, “nel 2011, gli oltre 15 miliardi di oggetti sul Web con oltre 50 miliardi di connessioni intermittenti cresceranno entro il 2020 arrivando a più di 30 miliardi di oggetti con oltre 200 miliardi di connessioni intermittenti”.
Le connessioni M2M (Machine-to-Machine) non comprendono ora solo i contatori intelligenti e le automobili smart. Per esempio, reti elaborate di sensori con connessioni dirette M2M si trovano oggi nel settore della sanità e nella prima generazione di telematica automobilistica destinata ai consumatori.
La capacità di raccogliere, memorizzare e analizzare enormi volumi di dati definirà quali aziende sapranno estrapolare le informazioni migliori e prendere le decisioni più agili per trarre un vantaggio competitivo.

4. Reti più intelligenti e invisibili
Un tessuto intelligente che collega tutto e tutti renderà le reti invisibili agli occhi degli utenti finali, anche a fronte di un tasso di crescita annuo composto del traffico IP del 29% da qui al 2016, secondo le stime del Cisco Visual Networking Index.

5. La sicurezza
Nel 2013 la sicurezza uscirà dall'ambito specialistico diventando un must per l'IT a ogni livello. Le violazioni della sicurezza riguardano accessi, infrastrutture e applicazioni avvengono su reti fisse e mobili e hanno impatti su capitale fisico, finanziario e intellettuale. La sfera d'azione è globale... come afferma il “Verizon Data Breach Investigations Report” del 2012. La sicurezza delle identità diventerà un problema molto più diffuso nel corso del 2013.

23 luglio 2012

Qual'è il reale valore del tuo smartphone?

Una nuova infografica prodotta da McAfee ha condensato il valore dei costi connessi alla sostituzione di uno smartphone perso o rubato. Tra i dati più significativi, spicca come il 50% degli utenti di smartphone preferiscono perdere il portafoglio piuttosto che lo smartphone.
I nostri telefoni stanno diventando sempre più le nostre carte di credito, gli abbonamenti dei mezzi pubblici, e molto altro ancora.
Non solo. Il tempo necessario per sostituire uno smartphone e il relativo contenuto, si aggirerebbe intorno alle 18 ore e richiederebbe oltre 560 euro (tra costo del dispositivo e disagi connessi).
Alla luce di questi rischi, è importante adottare le opportune precauzioni per proteggersi. Ecco alcuni suggerimenti degli esperti per tenere al sicuro le proprie informazioni personali:

  • Proteggere sempre il proprio dispositivo mediante password e impostarlo in modo che il blocco automatico si attivi dopo un determinato periodo di tempo.
  • Prima di scaricare un’applicazione di terze parti, controllare le recensioni degli altri utenti per verificare che sia sicura e leggere l’informativa sulla privacy, per assicurarsi che le proprie informazioni personali non vengano divulgate.
  • Se si utilizzano i siti di e-banking e acquisti online, effettuare sempre la disconnessione. Non selezionare mai la funzione di memorizzazione dei dati di accesso.
  • E’ bene, infine, prendere in considerazione di dotarsi di una soluzione per proteggersi dal malware mobile, non solo per difendersi dai virus per cellulari e navigare in sicurezza, ma anche per salvaguardare la privacy in caso di smarrimento o furto.


18 giugno 2012

Dall’engagement alla comunicazione... l’immagine è tutto

Il potere delle immagini nei contenuti online: questo l’oggetto di un’interessante infografica realizzata da MDG Advertising.
Se è vero che (come dicono) l’immagine è tutto... probabilmente questo è ancora più vero sul web.
Il marketing visivo/fotografico è un fenomeno che sta assumendo un’importanza sempre maggiore per diversi brand e organizzazioni. 
I dati riportati qui sotto, vogliono proprio fornire un insight, per l’utilizzo e l’ottimizzazione del visual su contenuti, advertising ed eCommerce.

Il punto di partenza – neanche a dirlo – quello “Shift to the visual”, che è espresso perfettamente da tre temi molto attuali: l’Effetto Pinterest, la Timeline di Facebook e, ovviamente, il fenomeno Instagram.

A seguire, focus sull’influenza delle immagini su diverse aree:
negli articoli,
- nei materiali per la Stampa e le PR,
- nelle ricerche locali degli utenti,
- nell’eCommerce,
e nel social engagement.

http://www.mdgadvertising.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/its-all-about-images-infographic_1000.png

5 giugno 2012

eCommerce: è sempre più Social Mobile Shopping?

Viviamo sempre più in un mondo di Social Mobile Shopper?
Questa la provocazione dell'infografica che trovate più in basso, e che evidenzia come il 55% dei consumatori condivida i propr acquisti sul piattaforme socia come Facebook (55%), Twitter (22%) o Pinterest (14%).
Interessanti i dati relativi a Pinterest e Facebook: il 59% degli utenti ha acquistato qualcosa visto sul sito, il 33% degli utenti Facebook ha acquistato prodotti visti sul proprio news feed o sulla bacheca di amici.
Ma non basta. Il 79% degli utenti di Pinterest è più propenso a fare shopping su prodotti visti sul network delle immagini, piuttosto che su Facebook.
Una ulteriore conferma di appeal ed engagement garantiti da quella comunicazione visiva, di cui abbiamo più volte parlato (anche in questo blog).

E le
app sui device mobili? Che peso hanno nei processi di acquisto online?
Iniziamo ad evidenziare come i 3 principali motivi per cui i consumatori utilizzano le app dei retailer sono: per visualizzare i prodotti (32%), per effettuare acquisti (22%) e in cerca di sconti e offerte (26).
Ma... il 66% degli utenti preferisce ancora acquistare dal sito web del retailer, piuttosto che tramite la app.



31 maggio 2012

Le aziende dicono “si” al BYOD. Il mondo del lavoro punta sulla mobility

In questi giorni Cisco ha annunciato i risultati dello studio IBSG Horizons (vedi anche infografica sotto) che ha coinvolto 600 manager e responsabili IT statunitensi e che indica come l’IT stia accettando, e in alcuni casi addirittura incitando, la tendenza a portare sul luogo di lavoro i dispositivi personali - il cosiddetto “bring your own device” BYOD - come un dato di fatto nella vita aziendale.
Lo studio indica anche alcuni dei vantaggi che ne derivano e mette in guardia sulle complessità tecnologiche che tale tendenza comporta per le reti aziendali.
La maggior parte delle organizzazioni starebbe “autorizzando” il BYOD in azienda, e a conferma di ciò il 95% degli intervistati ha affermato che la propria organizzazione permette l’utilizzo dei dispositivi di proprietà dei dipendenti, sul posto di lavoro. L’84% degli intervistati non solo consente ai propri dipendenti l’utilizzo dei dispositivi personali, ma offre loro anche diversi livelli di supporto.

Il 78% dei dipendenti (i cosiddetti colletti bianchi) statunitensi utilizza per lavorare un dispositivo portatile, e il 65% dichiara inoltre di aver bisogno di una connettività mobile per svolgere le proprie mansioni. Inoltre, il report ha rilevato che entro il 2014 il numero di dispositivi che i dipendenti utilizzano dovrebbe raggiungere una media di 3,3, rispetto a 2,8 del 2012.
Oltre a ciò, lo studio rivela che il BYOD può portare con sé ulteriori vantaggi di business. Oltre i tre quarti (76%) dei responsabili IT intervistati hanno definito il BYOD come un fenomeno abbastanza o estremamente positivo per le loro aziende, pur essendo consapevoli delle criticità per l'IT.
I dipendenti apprezzano di poter essere liberi di lavorare quando e dove vogliono, e hanno anche espresso il desiderio di utilizzare sul lavoro le proprie applicazioni: il 69% degli intervistati ha dichiarato che le applicazioni non approvate, soprattutto social network, e-mail basate su cloud e messaggistica istantanea, sono a oggi molto più diffuse di due anni fa.

E voi... come lavorate?


25 maggio 2012

La situazione (e i numeri) del Mobile Commerce in Europa

Interessante infografica presentata in questi giorni da Zanox, un operatore europeo specializzato nel performance advertising.  L'infografica riassume i risultati dell’ultima edizione del Mobile Performance BarometerL’analisi mostra una crescita di volumi del mobile commerce europeo nel 2011 rispetto all’ultimo trimestre 2010.
Di un certo impatto alcuni dati: +313% del fatturato, oltre 2 milioni di transazioni registrate nel 2011, una transazione ogni 15 secondi, oltre 50% delle transazioni effettuate tramite iPad.
Da notare anche ce in Italia la crescita si attesta al 400% e la quota del mobile commerce corrisponde all’ 1.6% sui ricavi totali. 
Questo ultimo, non rappresenta certo un dato clamoroso ma, a quanto pare, sta crescendo con grande rapidità.
Dall'immagine qui sotto possiamo anche capire come iOS di Apple sia tuttora la piattaforma su cui si fa maggiormente e-commerce. Nonostante la crescita (soprattutto in alcuni paesi) di Android, evidenzi numeri da tener d'occhio.
Ancora. L'iPad genera oggi ricavi molto maggiori di iPhone e dei dispositivi Android. Mentre l'iPhone è il n°1 per numero di transazioni generate.
Decisamente da leggere il peso delle varie industry, nei principali paesi europei.
Per visualizzare l'infografica a dimensioni originali, cliccare qui.


24 aprile 2012

Quanto engagement (e marketing) c’è nel Visual Content?

Non sembra rallentare la moda delle infografiche. Si, proprio quel trend che inizia a innervosire alcuni, ma rimane una piacevole “dipendenza” per molti.
Ma sul web, nulla nasce (e sopravvive) per caso. Dietro questo successo, bisogna guardare all’importanza di un concetto ben più ampio: il Visual Content.
Il grande valore aggiunto delle infografiche sta proprio nella capacità di condensare e riportare grandi quantità di informazioni, rendendole contemporaneamente fruibili e piacevoli da scorrere.
Partendo dalle infografiche, ma ampliando il discorso ad altri strumenti e metodi di comunicazione, prendo spunto da un interessante approfondimento, dedicato proprio a l'importanza della Visual Content Creation nel marketing, da cui emergono numeri molto indicativi.
L’engagement prodotto dai post su blog e social networks si attesta al 46%, mentre per i contenuti visuali (foto, immagini e video) arriva al 65%.
Le immagini inoltre, possono essere (scientificamente) più interessanti delle parole. L’83% dell’apprendimento umano è visivo. In media le persone ricordano circa il 20% di quanto leggono (vedi - appunto - l'infografica).

Certamente questa analisi non vuole argomentare contro lettura e scrittura (la cui importanza e centralità nella comunicazione,  non sono affatto messe in dubbio), ma si intende sottolineare come i contenuti visuali, contribuiscano in maniera estremamente positiva alle strategie di marketing.
Non a caso realtà che potremmo definire “visive” come Pinterest, Fancy e 500px, generano grandi volumi di traffico e sempre più acquisti. Ma soprattutto creano engagement, sfruttando anche il valore aggiunto dei contenuti generati dagli utenti.
Superfluo in questo caso ricollegarsi a Instagram e al valore (per molti analisti, addirittura sottostimato...) attribuitogli sul mercato, con l’acquisto da parte di Facebook.

Per tutti questi motivi, crescono gli esempi di aziende che investono tempo e risorse nella Visual Content Creation per fare marketing innovativo, creando un mix spesso gradevole di comunicazione e advertising.
Operiamo oggi su mercati che si basano su cambiamenti costanti. I social media non fanno eccezione, rappresentano anzi un acceleratore.
La differenza, in questo contesto, la fa chi riesce a leggere in tempo (e prevedere) le evoluzioni.

28 marzo 2012

Fattori e trend per la crescita del mobile commerce

Sono sempre più visibili in diversi paesi (Stati Uniti in primis), i segnali di crescita dell’e-commerce, effettuato con acquisti diretti tramite dispositivi mobili.
Crescono dunque l’attenzione e l’interesse da parte dei grandi retailer e dell’industria dei telefoni cellulari.
L’impennata di popolarità e vendite di smartphone e tablet (iPad e Kindle in testa), dotati di connettività 3G, permette inoltre ai retailers di creare campagne di marketingtracciare, segmentare e incentivare gli utenti che effettuano m-commerce.
iPad, app, QR code, geolocalizzazione e realtà aumentata, sono solo alcuni dei temi di spicco che stanno cambiando il settore e fanno decollare nuovi progetti B2B e (soprattutto) B2C.

L’infografica parte proprio da questi spunti ed evidenzia alcuni dati interessanti, sulla crescita del mobile commerce.