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21 gennaio 2015

Video online e content delivery: il punto su sfide e trend

Frammentazione dei dispositivi, multi-screen e costi/benefici delle reti di Content Delivery sono tra le maggiori criticità da affrontare oggi sul mercato. Questo ha confermato una recente indagine condotta in Nord America ed Europa da Akamai Technologies in collaborazione con Streaming Media.
Il Rapporto sullo Stato dei servizi CDN indaga i trend nelle modalità di consumo di contenuti video in rete condotto mediante interviste a oltre 1000 professionisti del video online. In qualità di esperti, agli intervistati è stato chiesto di evidenziare le preferenze specifiche in relazione ai dispositivi che utilizzano per la visione dei contenuti online e quali sono le sfide che le loro aziende stanno affrontando nella distribuzione di contenuti video online su più dispositivi e su scala globale.

Le preferenze nella visione di contenuti video online
Il 67% degli intervistati preferisce accedere on demand ai propri programmi tv preferiti. Detto questo, quando “costretti” a guardare contenuti “live”, il mezzo preferito resta per oltre la metà degli intervistati (56%) ancora la televisione rispetto alla visione online. In Nord America, per guardare i contenuti online nella vita privata, il 25% degli intervistati preferisce i notebook, seguiti dai desktop (22%) e dalla TV (19%). In Europa, per fruire dei contenuti online seguiti, il 23% preferisce i tablet dai desktop (15%) e dagli smartphone (10%).
Il fatto che un numero sempre maggiore di consumatori scelga di guardare contenuti online in streaming rappresenta una sfida importante per i provider di contenuti, dove la qualità e il tempo di caricamento diventano elementi sempre più critici. Circa un terzo degli intervistati, infatti, abbandona un video che non si carica nei primi cinque secondi e il 92% dichiara che la qualità dei contenuti è importante o molto importante per l’esperienza generale di visualizzazione online.

Considerazioni sulle reti di distribuzione di contenuti (CDN)
Secondo il rapporto, alcune particolari funzionalità offerte dalle Content Delivery Network vengono considerate più importanti di altre. Oltre il 26% degli intervistati ha evidenziato ad esempio l’estrema rilevanza di poter offrire i contenuti in modalità multi-schermo/multi-dispositivo. Seguono altre funzionalità quali “capacità di analytics” e tecnologia capace di regolare il flusso video in base al cambiamento delle condizioni (adaptive bitrate - ABR).
Il 78% degli intervistati preferisce un avvio lento ma una riproduzione senza interruzioni  durante la visualizzazione.


11 luglio 2014

La TV nostro unico amore? C'è spazio anche per mobile e social

Le abitudini di fruizione dei contenuti stanno evolvendo rapidamente, anche se passiamo ancora molto tempo davanti alla TV. Secondo la ricerca Connected Life, pubblicata in questi giorni da TNS (istituto di ricerca e consulenza di marketing), la voglia di televisione rimane, ma i televisori da soli non sono più in grado di soddisfare il nostro desiderio di contenuti.
Cresce l’online media e lo “screen-stacking” con più device. Una metà di coloro che guardano la TV, si diletta contemporaneamente in altre attività digitali, come social media, controllo dell’ email o ricerca di informazioni pre-acquisto online (in Italia possediamo circa 5 device digitali ognuno).
La domanda di contenuti in streaming, senza vincoli di tempo e di luogo, poi è stata amplificata durante i Mondiali di Calcio, delle ultime settimane. Gli utenti di ogni parte del mondo vogliono accedere a questo evento sportivo internazionale così importante, attraverso i device disponibili, a casa e fuori casa, magari anche commentando gli accadimenti in tempo reale sulle piattaforme social con i propri amici e conoscenti.
Il desiderio di fruire dei nostri programmi televisivi preferiti a tutte le ore del giorno sta anche sostenendo la crescita dell’utilizzo della cosiddetta TV online. Un terzo (33%) degli intervistati in Italia, guarda video giornalmente su PC, laptop, tablet o smartphone. Anche ad Hong Kong, il video online raccoglie grande interesse (32% degli intervistati guarda video online ogni giorno): qui i “phablet” sono sempre più popolari e supportano le visioni on-the-go con schermi maggiorati rispetto agli smartphone. Ad Hong Kong infatti, sempre più spesso si sceglie di guardare TV e video online piuttosto che su un televisore tradizionale.

Eppure, nonostante questa forte crescita di fruizioni online, la televisione tradizionale gioca comunque un ruolo molto importante nelle nostre vite, con l’82% dei rispondenti che dichiarano di guardarla quotidianamente. 4 telespettatori su 5 in Italia (84%) la guardano senza distrazioni, la sera mentre cenano.
Gabriella Bergaglio, Digital Practice Lead TNS Italia, presentando la Ricerca ha spiegato come in Italia, ancor più che in Europa, l’attenzione ai contenuti video online è elevata. Se da un lato dunque non si discute il nostro amore per il televisore, dobbiamo anche essere pronti a recepire nelle nostre attività di comunicazione e brand activation questi nuovi pattern di fruizione. I professionisti del Marketing e della Pubblicità sono dunque chiamati a tenere conto di questi cambiamenti affrontando una nuova grande sfida.
La brand activation e la brand experience  quindi aprono a nuovi orizzonti, con il supporto del Digital, pur con diversi obiettivi e bisogni informativi secondo le categorie interessate. Il focus sul consumatore/cliente resta il punto di partenza di ogni pensiero strategico, senza dimenticare attitudini, comportamenti e need di un consumatore ormai “always on”.




2 dicembre 2013

Whirlpool lancia una Digital School con lezioni su Slideshare

È la prima digital school aziendale online, accessibile a tutti e orientata ai social media, al web marketing e all’e-commerce. Così viene descritta da Whirlpool la propria iniziativa, composta da moduli formativi, pensati dapprima per le funzioni interne e successivamente pubblicate sul social media allo scopo di contribuire alla diffusione della cultura digitale.
L’azienda, riconosciuta come una delle più attive e prolifiche nel mondo dei social media, ha l’intento di rendere accessibili alle PMI e ai professionisti contenuti che non avrebbero mai potuto avere gratuitamente.
Le prime 9 lezioni, sono consultabili sul canale Slideshare di Whirlpool EMEA, sono state realizzate dalla multinazionale degli elettrodomestici in collaborazione con H-ART, azienda specializzata nei digital media.
Nei primi 9 moduli pubblicati si spazia dalle dinamiche interattive dei social media all’impatto della rivoluzione digitale sul business, dall’ecosistema digitale all’uso, individuale e aziendale dei social media, dai cambiamenti nell’utilizzo e nella produzione dei contenuti all’adattamento del messaggio alle diverse piattaforme, dal cambio nelle  abitudini di acquisto alle tendenze in atto nel web.
Tutte le lezioni, che si possono seguire nell’arco di venti minuti al massimo, hanno un taglio prettamente operativo con casi concreti e suggerimenti di immediata applicazione.Una comunicazione non unidirezionale, dato che l’azienda ha dichiarato anche di essersi attivata per ricevere contributi e suggerimenti, per arricchire e migliorare i contenuti proposti.



18 novembre 2013

Device mobili e video guidano l’evoluzione della comunicazione

A fine anno gli smartphone in Italia saranno 37 milioni [Osservatori ICT del Politecnico di Milano – Nov.2013] e il consumo di video online è in costante crescita: +19% da PC e +30% da smartphone.
E’ quindi fondamentale puntare su videobanner, tag mobile e nuovi format creativi per raggiungere il proprio target in modo mirato anche in mobilità. Un’opportunità per le PMI per rinnovare il proprio modello di comunicazione e per le startup per dare slancio al business.
Questi dati sono stati al centro dell’eventoA-Day - Advertising Day: Display the future”. Organizzato da Simply Adv e SPE del Gruppo Monrif, con il patrocinio di Fondazione Sistema Toscana.
Ma non solo, molti gli punti interessanti per aziende e professionisti: tra le tendenze in atto si assiste a una crescente fruizione di video da parte degli italiani, che attraverso il PC interessa l’88% della popolazione online attiva ovvero oltre 28 milioni di persone e che attraverso smartphone coinvolge circa il 40% dei possessori ovvero più di 12 milioni di individui. E per quanto riguarda la mobilità, i dati comScore rivelano che 7,9 milioni di persone, cioè quasi il 30% di possessori di smartphone, hanno visto una pubblicità sul proprio device (+40%) e ben 2,6 milioni hanno cliccato sul banner pubblicitario. In questo scenario il mobile rappresenta un’ulteriore opportunità d’ingaggio per chi investe in pubblicità televisiva, poiché il 44% usa lo smartphone mentre guarda la TV e in particolare il 29% svolge attività collegate al programma televisivo e ben il 12% cerca informazioni sui prodotti pubblicizzati.
L’89% dei possessori di Smartphone lo utilizza abitualmente per Internet e il consumo medio ha superato i 60 minuti al giorno. Le percentuali crescono tra i possessori di Tablet: il 96% lo utilizza abitualmente per Internet e il tempo medio di navigazione quotidiano è pari a 75 minuti.
All’interno dell’Internet Advertising, il cui valore nel 2013 è stimato pari a 1,46 miliardi di euro (+12%), la componente legata al New Internet supera un terzo del mercato ed è in crescita del 63% (grazie in particolare al Mobile e ai Video).

8 ottobre 2013

Spunti per fare (bene) marketing con Instagram

Le aziende che usano Instagram per fare marketing ottengono più visualizzazioni delle proprie foto in orari serali e nei weekend. Si tratta però di una lievissima predominanza, rispetto agli orari di lavoro.
Da qui partono i dati emersi da una Ricerca su Instagram, condotta da TrackMaven, azienda statunitense specializzata in analisi competitive.
Lo studio analizza come viene utilizzato Instagram dalle aziende che fanno parte della lista Fortune 500.
Capitolo sui video: meglio se lunghi fino a 15". Risultano più visti e particolarmente efficaci. La tendenza su orari e giorni migliori per le visualizzazione è simile alle foto, ma è accentuata la preferenza per orari serali e weekend.

Riguardo alle interazioni (like + commenti), usando come parametro il numero di #hashtag usati, si nota una forte correlazione tra efficacia dei post e hashtag utilizzati (fino a 5). Risultato: mettere più di un hashtag funziona.

Consiglio per tutti: Instagram è uno strumento di marketing potente, ma anche "molto visuale". E' importante perciò utilizzarlo dando risalto a idee, fantasia ed emozioni: dimenticate quindi le foto standard di prodotti, come fosse un catalogo.

I filtri più utilizzati su Instagram

2 ottobre 2013

Quando un'app crea un intero ecosistema per l'azienda

In questi giorni ho letto con interesse un post di Peter Coffee, in cui sottolinea l'importanza per le aziende di sviluppare delle app.
Al grido di "
Your App is Your Brand", Peter ritiene che un'app oggi è la porta d'ingresso principale per il business.
Per quanto estrema appaia questa affermazione, penso che possa effettivamente indicare un percorso valido per le aziende.
Gli utenti che utilizzano app sono in costante crescita (al ritmo del 30% ogni anno) e, probabilmente, per molti di essi è decisamente il modo migliore per avviare (o mantenere) un contatto di valore con i brand.

Tuttavia creare un'app non vuol dire solo programmarla e distribuirla tramite un App Store.
L'applicazione per mobile deve creare un proprio ecosistema sostenibile, essere integrata in un progetto di business più ampio, essere funzionale ad obiettivi predefiniti e soprattutto deve creare una user experience di valore (= qualità) per il cliente.
Le metriche utilizzate per misurare utenti e traffico generato dalle app, non possono essere solo quantitative, ma devono definire e rispettare un ROI non standardizzato, ma in linea con la realtà aziendale e i suoi obiettivi. Lo stesso engagement sviluppato con i clienti, può rientrare nei parametri che definiscono il ROI di cui parliamo.
Le app dunque, stanno diventando sempre più il volto dei brand, pilastri di strategie di marketing e servizi a valore aggiunto.
Dietro un'app c'è tutto questo.. e molto altro.
Dietro un'app, c'è tutta la tua azienda.


18 giugno 2012

Dall’engagement alla comunicazione... l’immagine è tutto

Il potere delle immagini nei contenuti online: questo l’oggetto di un’interessante infografica realizzata da MDG Advertising.
Se è vero che (come dicono) l’immagine è tutto... probabilmente questo è ancora più vero sul web.
Il marketing visivo/fotografico è un fenomeno che sta assumendo un’importanza sempre maggiore per diversi brand e organizzazioni. 
I dati riportati qui sotto, vogliono proprio fornire un insight, per l’utilizzo e l’ottimizzazione del visual su contenuti, advertising ed eCommerce.

Il punto di partenza – neanche a dirlo – quello “Shift to the visual”, che è espresso perfettamente da tre temi molto attuali: l’Effetto Pinterest, la Timeline di Facebook e, ovviamente, il fenomeno Instagram.

A seguire, focus sull’influenza delle immagini su diverse aree:
negli articoli,
- nei materiali per la Stampa e le PR,
- nelle ricerche locali degli utenti,
- nell’eCommerce,
e nel social engagement.

http://www.mdgadvertising.com/blog/wp-content/uploads/2012/05/its-all-about-images-infographic_1000.png

5 giugno 2012

eCommerce: è sempre più Social Mobile Shopping?

Viviamo sempre più in un mondo di Social Mobile Shopper?
Questa la provocazione dell'infografica che trovate più in basso, e che evidenzia come il 55% dei consumatori condivida i propr acquisti sul piattaforme socia come Facebook (55%), Twitter (22%) o Pinterest (14%).
Interessanti i dati relativi a Pinterest e Facebook: il 59% degli utenti ha acquistato qualcosa visto sul sito, il 33% degli utenti Facebook ha acquistato prodotti visti sul proprio news feed o sulla bacheca di amici.
Ma non basta. Il 79% degli utenti di Pinterest è più propenso a fare shopping su prodotti visti sul network delle immagini, piuttosto che su Facebook.
Una ulteriore conferma di appeal ed engagement garantiti da quella comunicazione visiva, di cui abbiamo più volte parlato (anche in questo blog).

E le
app sui device mobili? Che peso hanno nei processi di acquisto online?
Iniziamo ad evidenziare come i 3 principali motivi per cui i consumatori utilizzano le app dei retailer sono: per visualizzare i prodotti (32%), per effettuare acquisti (22%) e in cerca di sconti e offerte (26).
Ma... il 66% degli utenti preferisce ancora acquistare dal sito web del retailer, piuttosto che tramite la app.



11 maggio 2012

News e contenuti, l'affascinante esperienza creata dai mobile device

Dopo aver utilizzato con grande soddisfazione Google Currents, in questi giorni, sto iniziando a provare anche Flipboard per Android (che peraltro mi piace moltissimo). 
Leggendo news su entrambi, con l'obiettivo di testarne i miei personalissimi pro e contro, sto prendendo coscienza dell'importanza che stanno assumendo questi aggregatori di news. Il ragionamento non si ferma qui. Nel recente passato (ma il trend è ancora in divenire) si è dibattuto a lungo su come la lettura di news e la fruizione dei contenuti, si sia spostata da media tradizionali come carta e TV, verso il web.
Oggi mi sembra di poter osservare un ulteriore slittamento: questa fruizione di contenuti continua ad essere collegata allo stesso media (il web), ma utilizza nuovi device: quelli mobili.
Aumenta il numero di utenti che preferisce leggere news e informarsi, utilizzando app su smartphone e tablet, invece che collegarsi a siti web tramite il PC.

Ma perchè accade questo? I fattori sono molteplici. Iniziamo dal fatto che questi device sono sempre con noi, disponibili quando abbiamo tempo libero, tra un impegno e l'altro.
Aggiungiamo che ci seguono dove vogliamo e sono comodi da utilizzare nel letto, sul divano, all'aperto, in macchina, sui mezzi pubblici, in viaggio, etc... Ma il vero fattore chiave, è nella fruibilità e nella user experience.
Sfogliare pagine e notizie sullo schermo HD di smartphone e (soprattutto) tablet, tramite Currents o Flipboard, risulta essere un'esperienza per l'utente nettamente superiore rispetto a una tastiera e uno scroll del mouse.
Così come ho scritto in un recente post su questo blog, dedicato all'engagement creato dal visual content, gli utenti tendono a preferire (e premiare) soluzioni e tecnologie graficamente accattivanti, comode da utilizzare e che creano un'esperienza gradevole, durante l'utilizzo.
Apple, per prima, lo ha insegnato a tutti.


4 maggio 2012

Comunicazione e advertising: un abbinamento 'fusion' che piace

Leggendo alcuni blog recenti e osservando come sempre più aziende comunicano col mercato, ho iniziato a ragionare su un binomio, la cui coesistenza è spesso controversa. Quello tra comunicazione e pubblicità.
Il nodo del discorso sta in una considerazione piuttosto semplice: nelle aziende, i confini tra advertising e comunicazione stanno diventando sempre più sfumati.
In molti casi tendono a sparire, creando dei processi di output comunicativi decisamente fusion, dove è difficile distinguere tra quelle che possono essere le diverse applicazioni dell'inbound marketing o forme di pubblicità indiretta... e la comunicazione verso il mercato e i clienti.
Il merito (o la colpa, a seconda dei punti di vista) sta principalmente nel fatto che l'advertising tradizionale, soprattutto su carta stampata e web, non sta producendo più i risultati del passato, e si sta trasformando in qualcosa di ibrido che, abbracciando altre forme di comunicazione, tende a creare contenuti che portino valore, qualità e informazioni utili per gli utenti.
Proprio sulla qualità dei contenuti, vedo nel concetto di crossmedialità (suggeritomi di recente dall'amico Leo Sorge), una grande attualità e diversi scenari attraenti per comunicare con il mercato, su diversi canali e proponendo - di volta in volta - contenuti ad hoc.
In particolare, sul web si intravedono risultati molto validi, nel momento in cui le aziende, integrano la produzione di articoli, suggerimenti, opinion piece, etc... producendo 
visual content, o incentivando i contenuti generati dagli utenti (riferimenti in un recente post sul tema).
La commistione di questi fattori, per quanto visiva, si allontana dal tradizionale display advertising, e crea una sorta di display communication che, se proposto correttamente, può produrre un intrattenimento piacevole/fruibile (o utile/informativo) e un coinvolgimento emozionale dell'utente, che crea engagement.
Se andiamo oltre le apparenti eresie di alcuni accostamenti, possiamo trovare dunque ricette fusion, sempre più utilizzate e che producono risultati decisamente interessanti.