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21 gennaio 2015

Video online e content delivery: il punto su sfide e trend

Frammentazione dei dispositivi, multi-screen e costi/benefici delle reti di Content Delivery sono tra le maggiori criticità da affrontare oggi sul mercato. Questo ha confermato una recente indagine condotta in Nord America ed Europa da Akamai Technologies in collaborazione con Streaming Media.
Il Rapporto sullo Stato dei servizi CDN indaga i trend nelle modalità di consumo di contenuti video in rete condotto mediante interviste a oltre 1000 professionisti del video online. In qualità di esperti, agli intervistati è stato chiesto di evidenziare le preferenze specifiche in relazione ai dispositivi che utilizzano per la visione dei contenuti online e quali sono le sfide che le loro aziende stanno affrontando nella distribuzione di contenuti video online su più dispositivi e su scala globale.

Le preferenze nella visione di contenuti video online
Il 67% degli intervistati preferisce accedere on demand ai propri programmi tv preferiti. Detto questo, quando “costretti” a guardare contenuti “live”, il mezzo preferito resta per oltre la metà degli intervistati (56%) ancora la televisione rispetto alla visione online. In Nord America, per guardare i contenuti online nella vita privata, il 25% degli intervistati preferisce i notebook, seguiti dai desktop (22%) e dalla TV (19%). In Europa, per fruire dei contenuti online seguiti, il 23% preferisce i tablet dai desktop (15%) e dagli smartphone (10%).
Il fatto che un numero sempre maggiore di consumatori scelga di guardare contenuti online in streaming rappresenta una sfida importante per i provider di contenuti, dove la qualità e il tempo di caricamento diventano elementi sempre più critici. Circa un terzo degli intervistati, infatti, abbandona un video che non si carica nei primi cinque secondi e il 92% dichiara che la qualità dei contenuti è importante o molto importante per l’esperienza generale di visualizzazione online.

Considerazioni sulle reti di distribuzione di contenuti (CDN)
Secondo il rapporto, alcune particolari funzionalità offerte dalle Content Delivery Network vengono considerate più importanti di altre. Oltre il 26% degli intervistati ha evidenziato ad esempio l’estrema rilevanza di poter offrire i contenuti in modalità multi-schermo/multi-dispositivo. Seguono altre funzionalità quali “capacità di analytics” e tecnologia capace di regolare il flusso video in base al cambiamento delle condizioni (adaptive bitrate - ABR).
Il 78% degli intervistati preferisce un avvio lento ma una riproduzione senza interruzioni  durante la visualizzazione.


24 settembre 2014

Phablet? Alla conquista di un mercato ricco di sfide

L’iphone 6 di Apple arriva in un momento di grandi opportunità in tutto il mondo, per i cosiddetti “phablet”. Il brand, che storicamente ha goduto del vantaggio tipico dell’ ”anticipatore”, sta entrando come follower in un mercato ormai consolidato e sempre più popolato.
Connected Life, lo studio condotto da TNS (su oltre 55.000 utenti internet in 50 Paesi) ha infatti rilevato che i telefoni a grande schermo sono già cresciuti in popolarità in tutto il mondo. Nei mercati asiatici come la Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan e Singapore i phablet costituiscono già oltre il 30% degli smartphone. Lo scenario si presenta quindi molto difficile per Apple che dovrà inserirsi con l'iPhone 6.
La crescita del phablet è sostenuta dal desiderio di guardare video sullo smartphone. In tutto il mondo questo tipo di fruizione è in crescita: per esempio nei mercati con basso accesso ad altri dispositivi, come Ghana, Nigeria e Sudafrica, è effettuata dal 70% degli utenti regolari di internet, in Arabia Saudita dal 47%, in Middle East & North Africa dal 45% e in India dal 44%.
In tutto il mondo, gli smartphone sono al primo posto tra i dispositivi digitali. Attualmente sono i più utilizzati, rispetto a tablet, pc portatili e computer, per le attività sui social media, (44%), per la navigazione generale (38%), per la consultazione di informazioni generiche (36%) e per l’intrattenimento (33%). L’aumento del possesso di smartphone, nel mondo, spinto dai costi decrescenti di terminali e tariffe, renderà la sfida di Apple ancora più ardua con il lancio dell'iPhone 6, mantenendo un posizionamento premium in un mercato sempre più massificato.
Il leader dominante, Samsung ha oggi una quota del 25% sul mercato mondiale (IDC Smartphone Vendor Market Share, Q2 2014). Vanta inoltre una diffusa popolarità nel mercato phablet, con oltre il 66% della quota esistente su Hong Kong e Corea del Sud e detiene oltre il 46% negli USA e in UK.


16 settembre 2014

Wearable device: come affrontare l’arrivo delle tecnologie indossabili?

Secondo gli esperti, il prossimo grande trend sarà rappresentato dalla tecnologia indossabile, che cambierà il modo di lavorare delle aziende.
Ma siamo davvero preparati per il nuovo fenomeno WYOD (Wear Your Own Device) e per l’impatto che questo avrà sulle reti aziendali e domestiche? 
Una recente indagine di FOIA (Freedom of Information Act) ha rivelato che nonostante il 93% delle organizzazioni nel settore pubblico abbia investito in strumenti per la gestione di rete, solo meno di un quarto (23%) si preoccupa di monitorare regolarmente le performance della rete durante l’orario di lavoro. E, fatto ancora più preoccupante, la maggioranza degli uffici pubblici in UK (79%) nemmeno è in grado di differenziare i dispositivi wireless e cablati presenti sulla loro rete.
Le tecnologie indossabili (dagli orologi e occhiali “smart”, fino agli scanner di impronte digitali e bracciali) stanno facendo la loro comparsa sul mercato ed è prevedibile che tra non molto saranno pervasive come oggi lo sono gli smartphone. La società specializzata in ricerche sulle tecnologie smart On World prevede che il mercato raggiungerà nei prossimi cinque anni un valore di 50 miliardi di dollari. In tutti i settori si è iniziato a immaginare opportunità per oggetti indossabili dotati di sensori e per applicazioni e servizi cloud integrati.
Sensori e software e servizi cloud sono secondo On World la nuova piattaforma “killer”. Il programma per sviluppatori recentemente lanciato da Nest ha già individuato il potenziale per tecnologie indossabili integrate con sistemi domestici intelligenti come, ad esempio, il fitness tracker UP di Jawbone integrato con i termostati intelligenti di Nest. Queste tecnologie consumer presto passeranno dall’ambiente domestico a quello di lavoro, con le conseguenze che è facile immaginare per le aziende.
Sony ha presentato la richiesta di brevettare la “parrucca intelligente”, capace di elaborare dati e comunicare in modalità wireless con altri dispositivi. Per quanto bizzarra possa sembrare questa applicazione, indica chiaramente come i grandi nomi si stiano già muovendo per avvantaggiarsi sui concorrenti.
Secondo Ipswitch, le tecnologie indossabili non sostituiranno smartphone e tablet. Semplicemente moltiplicheranno il numero di dispositivi che accedono alla rete.
Non è solo una questione di occupazione di banda. Esistono anche serie preoccupazioni per la sicurezza. Una delle maggiori, è che molte cose potranno essere fatte senza che nessuno se ne accorga. Gli smartwatch, ad esempio, hanno una fotocamera e sfruttando la connessione a Internet di uno smartphone, fotografare un documento e caricarlo su Dropbox è questione di un attimo. I Google Glass vanno addirittura oltre, permettendo di registrare tutto quello che vedete.

5 settembre 2014

HARMAN e Spotify partner: più soluzioni per lo streaming audio

La linea di altoparlanti wireless JBL Authentics Wireless Home Audio Series è ora compatibile con Spotify Connect. Spotify Connect, sviluppato dal popolare servizio di musica digitale, permetterà agli utenti di passare senza interruzioni dall’ascolto di Spotify che stanno effettuando su altri dispositivi al proprio sistema HARMAN connesso via Wi-Fi.
Portare il servizio di streaming premium di Spotify all’interno dell’ecosistema audio di HARMAN significa mettere a disposizione degli utenti un maggior numero di opzioni per connettersi e personalizzare le proprie esperienze d’ascolto.

Le unità JBL Authentics già disponibili sul mercato riceveranno a breve un aggiornamento software che permetterà loro di supportare Spotify Connect, una funzionalità che sarà invece standard su tutti i nuovi modelli distribuiti a partire da questo momento. In più, gli altoparlanti JBL Authentics Series supportano AirPlay, DLNA e Bluetooth per effettuare con semplicità lo streaming da qualsiasi dispositivo wireless.

11 luglio 2014

La TV nostro unico amore? C'è spazio anche per mobile e social

Le abitudini di fruizione dei contenuti stanno evolvendo rapidamente, anche se passiamo ancora molto tempo davanti alla TV. Secondo la ricerca Connected Life, pubblicata in questi giorni da TNS (istituto di ricerca e consulenza di marketing), la voglia di televisione rimane, ma i televisori da soli non sono più in grado di soddisfare il nostro desiderio di contenuti.
Cresce l’online media e lo “screen-stacking” con più device. Una metà di coloro che guardano la TV, si diletta contemporaneamente in altre attività digitali, come social media, controllo dell’ email o ricerca di informazioni pre-acquisto online (in Italia possediamo circa 5 device digitali ognuno).
La domanda di contenuti in streaming, senza vincoli di tempo e di luogo, poi è stata amplificata durante i Mondiali di Calcio, delle ultime settimane. Gli utenti di ogni parte del mondo vogliono accedere a questo evento sportivo internazionale così importante, attraverso i device disponibili, a casa e fuori casa, magari anche commentando gli accadimenti in tempo reale sulle piattaforme social con i propri amici e conoscenti.
Il desiderio di fruire dei nostri programmi televisivi preferiti a tutte le ore del giorno sta anche sostenendo la crescita dell’utilizzo della cosiddetta TV online. Un terzo (33%) degli intervistati in Italia, guarda video giornalmente su PC, laptop, tablet o smartphone. Anche ad Hong Kong, il video online raccoglie grande interesse (32% degli intervistati guarda video online ogni giorno): qui i “phablet” sono sempre più popolari e supportano le visioni on-the-go con schermi maggiorati rispetto agli smartphone. Ad Hong Kong infatti, sempre più spesso si sceglie di guardare TV e video online piuttosto che su un televisore tradizionale.

Eppure, nonostante questa forte crescita di fruizioni online, la televisione tradizionale gioca comunque un ruolo molto importante nelle nostre vite, con l’82% dei rispondenti che dichiarano di guardarla quotidianamente. 4 telespettatori su 5 in Italia (84%) la guardano senza distrazioni, la sera mentre cenano.
Gabriella Bergaglio, Digital Practice Lead TNS Italia, presentando la Ricerca ha spiegato come in Italia, ancor più che in Europa, l’attenzione ai contenuti video online è elevata. Se da un lato dunque non si discute il nostro amore per il televisore, dobbiamo anche essere pronti a recepire nelle nostre attività di comunicazione e brand activation questi nuovi pattern di fruizione. I professionisti del Marketing e della Pubblicità sono dunque chiamati a tenere conto di questi cambiamenti affrontando una nuova grande sfida.
La brand activation e la brand experience  quindi aprono a nuovi orizzonti, con il supporto del Digital, pur con diversi obiettivi e bisogni informativi secondo le categorie interessate. Il focus sul consumatore/cliente resta il punto di partenza di ogni pensiero strategico, senza dimenticare attitudini, comportamenti e need di un consumatore ormai “always on”.




27 giugno 2014

La tecnologia mobile cambia le nostre abitudini: il work-life diventa "blend"

In Italia e nel resto d’Europa il work-life balance (cioè l’equilibrio tra vita professionale e personale) sta lasciando il posto a un nuovo concetto, quello del work-life blend, la commistione tra vita lavorativa e vita privata.
9 italiani su 10, sovrappongono costantemente le due sfere dedicandosi a faccende personali durante l’orario lavorativo e svolgendo, di contro, attività lavorative nel tempo libero. Ciò è legato, in particolare, allo sviluppo di nuove competenze e abitudini sull’utilizzo dei dispositivi mobili, usati indipendentemente da – o nonostante – specifiche policy aziendali, sollevando notevoli rischi nell’ambito della sicurezza dei dati. Questi dati sono emersi dallo studio People-Inspired Security condotto dalla società di ricerca indipendente OnePoll e commissionato da Samsung su 4.500 persone in 7 Paesi europei (Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Belgio e Olanda).
Secondo i risultati della ricerca, in Europa sono proprio gli italiani a sovrapporre maggiormente vita privata e lavoro: il 90% di loro (contro il 77% della media europea) si dedica a compiti professionali al di fuori dell’orario d’ufficio, mentre l’86% (contro il 75% della media europea) svolge attività personali sul posto di lavoro. In particolare, il 69% di chi si dedica alla propria sfera privata in ufficio passa fino a mezzora al giorno pagando bollette o consultando la propria banca online, mentre il 50% di chi lavora durante il tempo libero lo fa impiegando a questo scopo circa 45 minuti ogni giorno prima dell’orario ufficiale. A detta degli italiani, quest’abitudine costituisce un vantaggio: mentre il 43% dichiara di riuscire, così, a gestire meglio gli impegni personali, quasi la metà degli italiani (48%) afferma di poter svolgere una maggiore quantità di lavoro nel medesimo arco di tempo. Molto più semplicemente, il 34% considera il work-life blend un modo per ridurre lo stress.

In questo contesto, i dispositivi mobili svolgono un ruolo chiave. La metà degli italiani (49%) utilizza, infatti, il proprio smartphone personale anche a scopo lavorativo, mentre il 32% usa, al contrario, lo smartphone del lavoro anche nella vita privata. Non stupisce, quindi, il fatto che in Italia si abbiano in media 11 app personali - come Facebook, Whatsapp o Candy Crush - sui propri smartphone di lavoro e 9 app tipicamente professionali – come, ad esempio, Microsoft Outlook o Lync - sugli smartphone personali.
Lo studio rivela, infatti, l’esistenza in Europa dei cosiddetti “lavoratori hacker”: coloro che, forti di una certa dimestichezza in ambito tecnologico, utilizzano a scopo lavorativo lo strumento che preferiscono, senza tenere conto di policy o restrizioni aziendali. Anche da questo punto di vista gli italiani raggiungono il primo posto in Europa: più di un terzo di loro (34% contro una media europea del 26%) hanno utilizzato i propri device per aggirare consapevolmente sul lavoro gli ostacoli imposti dalla propria società, ad esempio usando smartphone personali per accedere a siti web di file-sharing, che possono essere bloccati sui dispositivi di lavoro. In questo contesto, quasi la metà (46%) dei “Millennials”, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, sono “lavoratori hacker” – la percentuale più ampia rispetto a qualunque altro gruppo di età tra gli intervistati italiani.


info su Twitter
@SamsungAtWork 
#WorkLifeBlend


10 aprile 2014

Mobile e App? Un'economia che vale già 25 miliardi di euro

Smartphone, Tablet, reti mobili broadband, Applicazioni hanno creato un vero e proprio circolo virtuoso che sta modificando profondamente i consumi digitali degli italiani e gli investimenti delle aziende. Entro la fine di quest’anno, gli italiani che navigano mensilmente via Smartphone e Tablet saranno più di 30 milioni.
1 Mobile Surfer su 3 ha scaricato Applicazioni a pagamento sul proprio Smartphone e 1 su 5 ha acquistato almeno un prodotto o servizio, 4 su 5 interagiscono con la pubblicità da questo device e 1 su 2 vorrebbe utilizzarlo anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito.
Questa la fotografia scattata dall'Osservatorio Mobile & App Economy del Politecnico di Milano. I dati della ricerca, presentata a Milano in questi giori, mostrano come lo sviluppo di un ecosistema Mobile e la conseguente ampia diffusione dell’accesso a Internet da Smartphone e Tablet tra gli utenti abbia generato effetti rilevanti in chiave economica.
L’ecosistema Mobile è ormai abilitato da molti fattori che ne agevolano l’accesso per i consumatori: sono 37 milioni gli Smartphone e 7,5 milioni i Tablet diffusi in Italia e diventeranno rispettivamente 45 e 12 milioni a fine 2014; le reti mobili a banda larga LTE a fine anno raggiungeranno circa il 60% della popolazione; le Applicazioni disponibili negli store hanno toccato quota 2,5 milioni e aumentano le soluzioni Mobile sviluppate all’interno delle imprese o delle PA. Circa l’85% dei navigatori Internet da Smartphone vede annunci pubblicitari all’interno di siti o Applicazioni e la metà ci clicca. Tre quarti dei Mobile Surfer sono interessati al Mobile Couponing ossia vorrebbero ricevere i buoni sconto sullo Smartphone ed, inoltre, più della metà sono propensi all’utilizzo dello Smartphone come sostituto della carta di credito per i pagamenti nei punti vendita fisici.
L’impatto economico generato dall’ecosistema Mobile che si è creato ha dato origine alla cosiddetta Mobile & App Economy, che nel 2013 vale già 25,4 miliardi di euro: rapportato al Pil rappresenta l’1,6%. Oltre l’80% della Mobile & App Economy proviene dai consumi diretti di consumatori e imprese, che complessivamente hanno speso oltre 20 miliardi di euro; la restante parte fa riferimento agli investimenti delle imprese in reti mobili, nello sviluppo di soluzioni software Mobile rivolte ai consumatori o ai propri dipendenti, in soluzioni che sfruttano gli “oggetti intelligenti” (Internet of Things). Continuerà anche la crescita del mercato dell'M-Commerce.
Non sarà da meno la spesa delle imprese in attività di Marketing tramite i nuovi device (Smartphone e Tablet), trainati in particolare dalla Pubblicità, ma anche dalla nascita dei servizi di Mobile Couponing. Molta attenzione sarà dedicata dalle imprese anche allo sviluppo di soluzioni software Mobile volte, da un lato, a gestire la relazione con i propri consumatori e dall’altro, a migliorare la produttività e l’efficacia del lavoro dei propri dipendenti, soprattutto quelli in mobilità. Complessivamente per queste variegate tipologie di investimenti le imprese nel 2016 spenderanno il doppio di quanto speso nel 2013.


10 marzo 2014

Smartphone e tablet accettano pagamenti e diventano "mobile POS"

CartaSi e Visa Europe hanno lanciato sul mercato il Mobile POS: una soluzione contactless che permette agli esercenti di accettare pagamenti tramite smartphone e tablet.
Pensato per i liberi professionisti, per gli artigiani e per tutti gli esercenti che necessitano di accettare pagamenti in mobilità, il Mobile POS è un dispositivo che, collegato a smartphone o tablet in modalità wireless, gestisce tramite un’App le transazioni di pagamento effettuate con carte di debito e con carte di credito a chip, contactless e con tecnologia NFC.
La nuova soluzione si basa su un’applicazione (Android oppure iOS) e un lettore bluetooth di carte: lo smartphone e il tablet si trasformano così in terminali di pagamento che consentono all’esercente di gestire gli incassi con le stesse semplicità di utilizzo e sicurezza di un POS tradizionale, ma con il vantaggio di poterlo fare in qualsiasi momento e ovunque si trovi.
Il piano di innovazione di CartaSi prevede che in Italia sempre più esercenti siano in grado di gestire pagamenti NFC e contactless.

26 febbraio 2014

Gli italiani? Sorridenti, curati e... connessi

Lo shopping Hi-tech conquista gli italiani. Non è certo una novità, ma è confermato anche da un'indagine dell’Osservatorio sull’Igiene Orale di AZ e Oral-B curata dall’Istituto di ricerche Future Concept Lab a Gennaio 2014.
L
a classifica dei “desideri di spesa” nel nostro Paese, vede al 2° posto gli strumenti tecnologici personali. Per i giovani, sono addirittura il primo oggetto da mettere nel carrello della spesa (36% tra i 19 e i 29 anni) contro l'8,3% degli over 50. A questi ultimi interessano però i gadget Hi-tech per la cura della casa e della persona.
Gli strumenti Hi-tech sono dunque uno degli acquisti più ricercati, per sé e per gli altri: la metà degli intervistati ha fatto o ricevuto recentemente un regalo tecnologico. Si tratta di regali che presentano un alto indice di soddisfazione, il 100% di chi ha avuto in dono un dispositivo tecnologico destinato alla salute o alla bellezza lo utilizza regolarmente. Tra gli strumenti tecnologici irrinunciabili per la cura della persona, dopo rasoi elettrici, al secondo posto lo spazzolino elettrico (10%) seguito da asciugacapelli e apparecchi per la depilazione.
Il deciso ingresso della tecnologia nella vita quotidiana di tutti gli utenti italiani è testimoniato anche dal 62% del campione che dice di usare la tecnologia quando è utile (per informarsi, per lo studio o per il lavoro). Il 91% degli intervistati usa la tecnologia tutti i giorni e il 59% rivela di impiegarla nella quotidianità delle mansioni che si svolgono in casa (un dato che sale fra le donne e gli over 50, rispettivamente al 65,9% e al 74,6%).
Per tutti, l’indicatore di felicità vede la tecnologia protagonista. Usare strumenti e o applicazioni tecnologiche fa sentire più felici (18% degli intervistati) e abbastanza felici (78,2%). Circa il 62,3% dei ventenni afferma che non potrebbe più vivere senza.



8 gennaio 2014

Advertising, sono Mobile e Social i canali della crescita

7,5 milioni di Tablet e 37 milioni di Smartphone: in Italia si accede al web sempre più da mobile. Oltre 28 milioni di italiani frequentano mensilmente i Social Media.
Quella che è stata definita “nuova Internet”, è dunque basata sempre di più su device mobili e sui Social Network. L’accesso ai contenuti è mediato e semplificato dalle App. L’Advertising ha trovato così un nuovo canale di sbocco e recepito il cambio di abitudini in corso: tra il 2012 e il 2013 la Mobile Advertising ha registrato una crescita del 130% passando da 89 a circa 200 milioni di euro.
Anche l’Advertising sui Social Network nel corso del 2013 ha fatto un bel salto in avanti: +75%, arrivando a sfiorare i 100 milioni di euro.
Diverse le ragioni che stanno attirando l’interesse degli investitori sui Social Network: l’attitudine alla profilazione degli utenti, in grado di aumentare l’efficacia dell’advertising, rivolto a target mirati; la capacità nell’abilitare l’interattività con l’utente. La grande maggioranza di questo fatturato è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente Mobile: circa il 70% degli utenti infatti vi accede anche in mobilità su Smartphone e Tablet. 
Questi dati sono stati diffusi dall'Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano.

19 dicembre 2013

Natale 2013, sempre più italiani comprano online i regali

Sono oltre 7 milioni gli italiani che quest’anno compreranno almeno un regalo di Natale sul web: quasi 2 milioni di acquirenti in più dell’anno scorso.
Una ricerca condotta da Netcomm, in collaborazione con Human Highway, riporta come, tra gli acquirenti online abituali, coloro che compreranno i propri regali di Natale su Internet salgono dal 37% del 2011 al 50% del 2013 (passando dal 44% del 2012).
A sostegno di questo dato, il forte aumento degli acquirenti “Online first”: il 20% degli intenzionati ad acquistare almeno un regalo di Natale online dichiara che li acquisterà tutti o in maggioranza attraverso Internet. Si tratta di un segmento molto particolare, formato da quasi un milione e mezzo di individui, più che doppio rispetto allo scorso anno. Sono persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete per una buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali. Con l’emergere nell’ultimo anno di nuovi categorie di prodotti: la cosmetica, particolari prodotti alimentari, l’arredamento e gli accessori per la casa.
Forte crescita degli e-shoppers che hanno raggiunto i 14 milioni. Più di 30 milioni hanno oggi uno smartphone e ben 22 milioni di italiani lo usano per navigare. Secondo le indagini della ricerca, oltre il 10% degli acquisti è fatto da uno smartphone o un tablet (cifra più che raddoppiata rispetto al 2012). In un periodo di budget ristretti delle famiglie il settore delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo estremamente positivo mettendo a disposizione dei più indecisi prodotti e servizi di qualità a prezzi molto accessibili.
Il 25,5% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà meno acquisti rispetto all’anno scorso, ma il 29,3% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà più acquisti rispetto all’anno scorso.


17 dicembre 2013

Framework di sviluppo e user experience, nei progetti "mobile"

Molti project manager e sviluppatori, progettando applicazioni per dispositivi mobili, si trovano di fronte al dilemma di come combinare la user experience di un’applicazione nativa, con la flessibilità di gestione e l’adattabilità cross-platform tipica di una soluzione ibrida.
Questo ha costretto le aziende a fare una scelta di fondo tra: prodotti mobile sviluppati in linguaggio nativo, caratterizzati da un'elevata user experience (ma con costi di sviluppo e gestione maggiori); e prodotti realizzati con tecnologia ibrida e adattabile alle varie piattaforme, ma che forniscono un’esperienza utente non ottimale.
Su diverse tipologie di app (retail, banking, servizi...) un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alla homepage e al menu di navigazione. Una composizione dinamica e fluida di una homepage ben progettata e sviluppata, è un ottimo biglietto da visita che predispone positivamente il Cliente. Un menu ben disegnato poi, che reagisce tempestivamente e fluidamente alle gesture dell’utente, restituisce un senso di confort e piacevolezza, in grado di stimolare un approccio positivo che lo porterà a osservare con maggiore interesse tutte le sezioni, facilitando il processo di “familiarizzazione” con l’app.
Quanto sin qui descritto mette in luce l’importanza della user experience, rivalutando in modo significativo gli impatti che può avere, sulla percezione del Cliente finale, la qualità di un prodotto in linguaggio nativo.
Al contempo, tuttavia, dal punto di vista dei gruppi responsabili dei progetti mobile, l’attenzione ai costi e a tempi di delivery più contenuti, possono avere un peso determinante nella preferenza verso soluzioni ibride.
La soluzione non è quindi semplice (nè tantomeno immediata). Occorre anzi valutare, di volta in volta, la scelta migliore in base alle priorità e linee guida di ogni distinto progetto.

12 dicembre 2013

Previsioni per il 2014? Molte novità... dalle app

Nel 2013 abbiamo visto nascere sul web aziende che, per la prima volta, hanno osato modificare lo status quo e rivoluzionare i modelli di business a cui siamo abituati: un esempio su tutti può essere Uber, l’app che consente di chiamare un ‘taxi privato’ e che va a scardinare regole, lobby e concetti fortemente radicati nel nostro Paese. Difficile vederlo come un caso isolato. Diversi attori seguiranno questo percorso.
Nel frattempo, molte app crescono e “si danno un tono” ...diventando Personal Assistant. Una recente analisi sui nuovi trend, condotta da Akamai, evidenzia come, oltre Siri e Google Now, le app stiano diventando sempre più predittive. Anche qui giova portare un esempio: iBeacons. Una tecnologia che assume le sembianze di un “assistente virtuale” che accompagna l’utente durante lo shopping. Testato negli Apple store, iBeacons consente all’utente di scansionare gli oggetti visionati per accedere a ulteriori informazioni, recensioni di altri utenti e ricevere preventivi. Di strada da fare ce ne è ancora... ma già alcune catene (come Macy’s) sembrano già interessate.


2 dicembre 2013

Whirlpool lancia una Digital School con lezioni su Slideshare

È la prima digital school aziendale online, accessibile a tutti e orientata ai social media, al web marketing e all’e-commerce. Così viene descritta da Whirlpool la propria iniziativa, composta da moduli formativi, pensati dapprima per le funzioni interne e successivamente pubblicate sul social media allo scopo di contribuire alla diffusione della cultura digitale.
L’azienda, riconosciuta come una delle più attive e prolifiche nel mondo dei social media, ha l’intento di rendere accessibili alle PMI e ai professionisti contenuti che non avrebbero mai potuto avere gratuitamente.
Le prime 9 lezioni, sono consultabili sul canale Slideshare di Whirlpool EMEA, sono state realizzate dalla multinazionale degli elettrodomestici in collaborazione con H-ART, azienda specializzata nei digital media.
Nei primi 9 moduli pubblicati si spazia dalle dinamiche interattive dei social media all’impatto della rivoluzione digitale sul business, dall’ecosistema digitale all’uso, individuale e aziendale dei social media, dai cambiamenti nell’utilizzo e nella produzione dei contenuti all’adattamento del messaggio alle diverse piattaforme, dal cambio nelle  abitudini di acquisto alle tendenze in atto nel web.
Tutte le lezioni, che si possono seguire nell’arco di venti minuti al massimo, hanno un taglio prettamente operativo con casi concreti e suggerimenti di immediata applicazione.Una comunicazione non unidirezionale, dato che l’azienda ha dichiarato anche di essersi attivata per ricevere contributi e suggerimenti, per arricchire e migliorare i contenuti proposti.



22 novembre 2013

Smartphone: a quali app non possono rinunciare gli italiani?

C’era una volta il cellulare con pochi tasti da premere, qualche gioco e la possibilità di scegliere suonerie (più o meno simpatiche). Oggi lo scenario è radicalmente cambiato: gli smartphone e le App hanno rivoluzionato la vita degli italiani... connettendoli al web, sempre e ovunque. Seguendo questo trend, ALK Technologies, ha indagato sulle tipologie di App a cui gli italiani non sarebbero mai disposti a rinunciare.

Al primo posto regnano indiscusse le app di messaggistica istantanea (86%). A poca distanza, si posizionano le App di navigazione satellitare, indicate dal 75% degli intervistati. Al terzo posto si classifica il meteo (40%). Un po’ inaspettatamente penalizzati i social network (21%) e le App dedicate alle news (13%). Le ricette (6%) prevalgono poi su giochi (3%) e fitness (2%).

18 novembre 2013

Device mobili e video guidano l’evoluzione della comunicazione

A fine anno gli smartphone in Italia saranno 37 milioni [Osservatori ICT del Politecnico di Milano – Nov.2013] e il consumo di video online è in costante crescita: +19% da PC e +30% da smartphone.
E’ quindi fondamentale puntare su videobanner, tag mobile e nuovi format creativi per raggiungere il proprio target in modo mirato anche in mobilità. Un’opportunità per le PMI per rinnovare il proprio modello di comunicazione e per le startup per dare slancio al business.
Questi dati sono stati al centro dell’evento “A-Day - Advertising Day: Display the future”. Organizzato da Simply Adv e SPE del Gruppo Monrif, con il patrocinio di Fondazione Sistema Toscana.
Ma non solo, molti gli punti interessanti per aziende e professionisti: tra le tendenze in atto si assiste a una crescente fruizione di video da parte degli italiani, che attraverso il PC interessa l’88% della popolazione online attiva ovvero oltre 28 milioni di persone e che attraverso smartphone coinvolge circa il 40% dei possessori ovvero più di 12 milioni di individui. E per quanto riguarda la mobilità, i dati comScore rivelano che 7,9 milioni di persone, cioè quasi il 30% di possessori di smartphone, hanno visto una pubblicità sul proprio device (+40%) e ben 2,6 milioni hanno cliccato sul banner pubblicitario. In questo scenario il mobile rappresenta un’ulteriore opportunità d’ingaggio per chi investe in pubblicità televisiva, poiché il 44% usa lo smartphone mentre guarda la TV e in particolare il 29% svolge attività collegate al programma televisivo e ben il 12% cerca informazioni sui prodotti pubblicizzati.
L’89% dei possessori di Smartphone lo utilizza abitualmente per Internet e il consumo medio ha superato i 60 minuti al giorno. Le percentuali crescono tra i possessori di Tablet: il 96% lo utilizza abitualmente per Internet e il tempo medio di navigazione quotidiano è pari a 75 minuti.
All’interno dell’Internet Advertising, il cui valore nel 2013 è stimato pari a 1,46 miliardi di euro (+12%), la componente legata al New Internet supera un terzo del mercato ed è in crescita del 63% (grazie in particolare al Mobile e ai Video).

15 novembre 2013

eCommerce in crescita, ma il boom viene dal mobile

Sempre più italiani acquistano online: i web shopper sono ormai più di 14 milioni, quasi il 50% dell’utenza totale Internet. L’eCommerce B2C prosegue dunque nel trend di crescita: anche quest’anno registra un +18% rispetto al 2012 (in linea con i principali paesi europei). Anche il valore dell’acquistato online aumenta (+15%).
Alla base della crescita c’è il ruolo sempre più importante giocato dal mobile. L’mCommerce registra così una clamorosa crescita a tripla cifra: +255%.
Smartphone e Tablet estendono le opportunità di acquisto riempiendo i tempi morti: sono uno dei principali fattori alla base dell’incremento dei consumi online assieme alla crescita delle Dot Com e dei club di acquisti online e al successo dei progetti multicanale sviluppati dai retailer che coniugano acquisto online ed esperienza nel punto vendita fisico. Le transazioni effettuate via Tablet sono pari a un miliardo di euro. Un terzo circa sono effettuate tramite App appositamente sviluppate dai merchant, due terzi mediante browsing sul sito di eCommerce.
Questi i numeri e i trend emersi dall'Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, presentato al campus Bovisa di Milano.

Il 90% degli acquisti è fatto con carta di credito o Paypal e spendono, nello scontrino medio, 490 euro nelle Assicurazioni, 280 nel Turismo, 240 nell’Informatica ed elettronica di consumo, 195 euro nell’Abbigliamento, 125 euro nel Grocery, e poco più di 40 euro nell’Editoria. 
I servizi pesano per il 61% delle vendite. Crescono tutti i principali comparti: +30% Abbigliamento; +20% Informatica ed elettronica di consumo; +14% Assicurazioni e +13% Turismo. Il Turismo mantiene la quota di mercato più ampia (43%), seguito da Abbigliamento (12%), Informatica-Elettronica di consumo (11%), Assicurazioni (10%), Editoria (3%) e Grocery (1%).

12 novembre 2013

Accordo tra Visa e Telecom Italia per pagamenti con smartphone

Telecom Italia e Visa Europe hanno annunciato di aver firmato un accordo per dare impulso al sistema dei pagamenti utilizzando gli smartphone.
L’intesa ha l’obiettivo di rendere disponibili agli oltre 30 milioni di clienti TIM, i servizi di mobile payment più innovativi (e ridurre così progressivamente l’utilizzo dei contanti).
In particolare, la nuova offerta di mobile payment, consentirà ai clienti di utilizzare il proprio smartphone per effettuare transazioni contactless presso terminali POS abilitati in tutta Europa. TIM provvederà anche a installare terminali contactless nei propri punti vendita dislocati in Italia. 
Per effettuare il pagamento delle piccole spese quotidiane (acquisto di biglietti di bus e metropolitana, il caffè al bar oppure giornali, libri e riviste), sarà sufficiente avvicinare il proprio smartphone al terminale POS abilitato. Le spese superiori a 25 euro saranno effettuate, sempre in modalità contactless, digitando un PIN direttamente sul telefonino.
Attraverso l’accordo TIM e Visa, inoltre, lanceranno servizi a supporto sia di pagamenti P2P (person to person), sia di pagamenti eCommerce con il proprio telefonino.
La carta Visa brandizzata TIM e realizzata in partnership con Intesa Sanpaolo, sarà disponibile dal 2014 ai clienti TIM su smartphone dotati di tecnologia NFC (Near Field Communications).

7 novembre 2013

Multicanalità e strategia: quale ruolo per i diversi canali?

In diversi settori, è ormai abitudine diffusa quella di creare offerte di servizi, in ottica multicanale. Un’idea di per sé buona, rischia però di trasformarsi in un boomerang, se non progettata con attenzione.
Professionisti, imprenditori e manager devono tener conto che, diversi canali di offerta, dovrebbero avere un ruolo preciso nella Value Proposition dell’azienda o del Brand.
Una prima domanda da porsi, è sul ruolo che deve avere ciascun format di comunicazione/interazione col cliente.
Il giusto bilanciamento tra centralità del cliente ed efficienza dell'offerta, è infatti in grado di generare più margini e competitività.
E poi: quali driver conducono a voi il cliente? Quali sono le logiche e le leve di fidelizzazione?
Analizzare il cliente in tutti i momenti di contatto con il brand e applicare logiche di micro-marketing, sono attività spesso trascurate o poco evidenziate, in una più ampia strategia di proposizione sul mercato, attraverso più canali.


4 novembre 2013

Uomini e giovani: l’email è sempre più... Mobile

Il player italiano per l’email marketing, MagNews, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Nielsen, ha divulgato un approfondimento sull’esperienza utente 2013, nell’utilizzo e lettura dell’email. Tutti i dati che riguardano il mobile, sono stati raccolti e commentati in un white paper intitolato: Email Marketing per Mobile e User Experience, scaricabile gratuitamente qui.
I trend che emergono, vedono un mobile in crescita vertiginosa, con tutto ciò che questo comporta, non solo a livello di strategie di marketing ma anche e soprattutto a livello culturale. I lettori delle email da mobile, infatti, nel 2011 erano il 29%, nel 2012 il 40%, nel 2013 il 55%. Oltre alla quota di chi legge da mobile e chi si informa da mobile, aumenta la quota di coloro che acquistano durante i tempi morti, da tablet o smartphone.
Gli uomini invece emergono come gli utilizzatori più “mobili”: il 60% degli uomini dichiara di leggere la posta da mobile, contro il 48% delle donne.
Il 66% dei “millenials” tra i 16 e i 25 anni, l’11% in più rispetto alla media generale, legge le email da mobile.

Diverse tipologie di utenti

I Vintage (24%) anagraficamente più “maturi”, utilizzano internet per necessità, ma non risultano “engaged” quanto gli altri gruppi. Non sembrano stravedere per i social network, non controllano spasmodicamente lo smartphone;
I Mainstream (44%): la maggior parte del campione, a maggioranza femminile, non è ancora del tutto confident con lo strumento, ma ne vede chiaramente le potenzialità. Controlla le email in tempo reale anche sul lavoro, utilizza internet soprattutto per navigare sui social network e per cercare info su prodotti;
I Pragmatici (14%): utilizzano internet per moltissime operazioni: dall’home banking, alla ricerca di informazioni. Si connettono quotidianamente e fanno abitualmente acquisti online;
I Fan (18%): amano la rete e sognano in un futuro non lontano un ulteriore ampliamento dei loro orizzonti digitali. Utilizzano sistemi di Instant messaging, ricevono più email rispetto alla media e si connettono più spesso e più a lungo, pensano che la posta elettronica abbia già sostituito la posta tradizionale.