24 aprile 2012

Quanto engagement (e marketing) c’è nel Visual Content?

Non sembra rallentare la moda delle infografiche. Si, proprio quel trend che inizia a innervosire alcuni, ma rimane una piacevole “dipendenza” per molti.
Ma sul web, nulla nasce (e sopravvive) per caso. Dietro questo successo, bisogna guardare all’importanza di un concetto ben più ampio: il Visual Content.
Il grande valore aggiunto delle infografiche sta proprio nella capacità di condensare e riportare grandi quantità di informazioni, rendendole contemporaneamente fruibili e piacevoli da scorrere.
Partendo dalle infografiche, ma ampliando il discorso ad altri strumenti e metodi di comunicazione, prendo spunto da un interessante approfondimento, dedicato proprio a l'importanza della Visual Content Creation nel marketing, da cui emergono numeri molto indicativi.
L’engagement prodotto dai post su blog e social networks si attesta al 46%, mentre per i contenuti visuali (foto, immagini e video) arriva al 65%.
Le immagini inoltre, possono essere (scientificamente) più interessanti delle parole. L’83% dell’apprendimento umano è visivo. In media le persone ricordano circa il 20% di quanto leggono (vedi - appunto - l'infografica).

Certamente questa analisi non vuole argomentare contro lettura e scrittura (la cui importanza e centralità nella comunicazione,  non sono affatto messe in dubbio), ma si intende sottolineare come i contenuti visuali, contribuiscano in maniera estremamente positiva alle strategie di marketing.
Non a caso realtà che potremmo definire “visive” come Pinterest, Fancy e 500px, generano grandi volumi di traffico e sempre più acquisti. Ma soprattutto creano engagement, sfruttando anche il valore aggiunto dei contenuti generati dagli utenti.
Superfluo in questo caso ricollegarsi a Instagram e al valore (per molti analisti, addirittura sottostimato...) attribuitogli sul mercato, con l’acquisto da parte di Facebook.

Per tutti questi motivi, crescono gli esempi di aziende che investono tempo e risorse nella Visual Content Creation per fare marketing innovativo, creando un mix spesso gradevole di comunicazione e advertising.
Operiamo oggi su mercati che si basano su cambiamenti costanti. I social media non fanno eccezione, rappresentano anzi un acceleratore.
La differenza, in questo contesto, la fa chi riesce a leggere in tempo (e prevedere) le evoluzioni.

4 commenti:

Futura Pagano ha detto...

trovo il post molto intressante e condivido le riflessioni sulla capacità della visual content creation di fare engagement. Sono un utente affezionata di app rivoluzionare come instagram e hipstamatic, ho delle perplessità su alcuni usi di pinterest.
Proprio stamattina riflettevo sull'uso che viene fatto delle infografiche, leggendo un interessante anche se un po' estremo articolo di un blogger italiano. Non sono una grande fan della sintesi estrema, ma mi rendo conto che in molti casi può servire a comunicare facilmente cifre, dati e a schematizzare concetti complessi. Mi piacerebbe che questo meccanismo non svilisse la capacità di articolare e contestualizzare fenomeni e pensieri di ampio respiro, ma fosse accessorio di commenti e spiegazioni. In definitiva, mi piacciono le infografiche,ma solo se graficamente pulite (su pinterest noto delle accozzaglie di numeri e disegni fluorescenti che invece che semplificarmi la rappresentazione dei dati mi mettono solo una gran confusione in testa) ma ne limiterei l'uso solo per alcuni casi dove la sintesi eccessiva in numeri e belle immagini non svilisce il pensiero e e l'articolazione dei concetti.

ioValo ha detto...

Grazie per la riflessione e gli spunti Futura.
In effetti entrare nell'ambito delle Infografiche, vuol dire aprire discorsi e scenari molto ampi... che non ho potuto esaminare compiutamente nel post.

Partendo dall'articolo "estremo" del blogger che mi hai segnalato... devo dirti che, dal mio punto di vista è simpatico e intelligente si... ma delle 10 considerazioni, quelle realistiche, concrete e condivisibili, non sono più di 3/4 ;)

Io non sono un fan estremo delle infografiche, anzi ne riconosco gli stessi limiti che hai descritto tu (la semplificazione è spesso trascurata pure li), aggiungendo anzi che un'infografica rende al meglio, proprio quando è affiancata da un testo esplicativo e ne rappresenta i principali highlights.

In questo post, le infografiche sono piuttosto viste come punto di partenza e, soprattutto, come uno dei tasselli... di un "modo più visivo" (e forse intelligente) di comunicare e fare marketing/advertising.

Davide ha detto...

semplifico troppo se paragono un utilizzo massivo di infografiche a quei film zeppi di effetti speciali per mascherare la pochezza del contenuto ?

ioValo ha detto...

Davide, forse si... simplifichi un po' troppo :) Anche se è un buon parallelo.
Le infografiche non sono solo effetti speciali per coprire mancanza di contenuto.
Anzi, come dicevo, credo rendano meglio quando possono enfatizzare alcuni dettagli e numeri, all'interno di contenuti validi.
L'importante, è non abusarne.