14 febbraio 2014

Storia di un dentista... davvero a regola d’arte

Oggi vi racconto una storia. Una storia di contaminazione artistica, di marketing innovativo, di esperienza sensoriale. Il progetto è consistito in un completo rinnovamento degli spazi di un grosso studio dentistico (GC) in Provincia di Alessandria, in relazione al progressivo sviluppo della Collezione d'arte del committente.
Nel giro di due mesi, l’Architetto e Interior Designer Stefano Gilardone, ha cambiato il volto dello studio dentistico e creato uno scenario per valorizzare la Collezione.
Questa Storia dimostra come, attraverso una contaminazione tra ambiti decisamente lontani, si possa partire da una forte passione artistica, per valorizzare anche la brand identity di uno Studio e ottenere un’esperienza sensoriale completamente immersiva, per distinguersi sul mercato.

Il progetto non è stato solo architettonico, ma anche illuminotecnico, connesso ad una radicale trasformazione domotica, volta a configurare diversi scenari (dai più pubblici a quelli strettamente privati) per consentire la massima valorizzazione del patrimonio artistico. Spazio alla tecnologia quindi: la domotica, applicata a tutti gli impianti (scenari luci, tapparelle, security, suono ambientale), viene controllata da due tablet presenti in studio e/o da remoto (tramite smarphone o PC).
Le opere architettoniche, finalizzate a non invadere mai il territorio estetico proprio delle opere, oltre a prevedere una “base” relativamente neutra di pareti e soffitto (in smalto bianco) e pavimento (in resina grigio tortora) si sono pertanto concentrate su alcuni oggetti: l'alzata in cristallo nero dell'ingresso, a cui è contrapposto un grande specchio a tutta altezza, così da creare un'immagine infinita e cromaticamente straniante; lo “stargate” in corten che introduce alla sala attesa, con un importante lavoro tecnologico di illuminazione; il buco nero, cavità atta a contenere la scultura di Eva Hild, valorizzata da un'illuminazione “multipoint”, che ne facesse risaltare in un gioco di ombre le forme sinuose.
A questo punto della Storia, entra in scena Stefano, il nostro protagonista, per dare la sua personale visione del progetto.

Che esperienza è stata trasformare uno studio Odontoiatrico  in uno spazio espositivo?
Senz'altro anomala, sebbene, una volta rispettate le gerarchie degli spazi di lavoro, alterati il minimo indispensabile rispetto alle esigenze manifestate, è stato trattato come un progetto espositivo a tutti gli effetti.

Come è nata questa insolita collaborazione e il progetto?
La collaborazione nasce da una conoscenza diretta e da una passione condivisa per l'arte, per quanto la mia resti, ahimè, più platonica.

Quanto è importante la contaminazione con l'arte, anche in settori apparentemente lontani? 
Personalmente ho sempre avuto interesse nei confronti di quella che i tedeschi chiamavano Gesamtkunstwerk (opera d'arte totale), in cui i diversi contributi di discipline, che hai giustamente definito “apparentemente lontane” si fondono in un "oggetto" complesso, i cui risultati sono superiori alla somma delle parti che lo compongono.
E quando, come in questo caso, si ha la possibilità di sperimentarlo realmente (unendo arte, architettura, grafica) si mette a frutto ciò che si è appreso e digerito negli anni e, possibilmente, ci si diverte pure!

Con quali criteri sono state collocate le opere?
Un'approfondita riflessione con il cliente che mediasse, da un lato, il suo piacere nel vedere certe opere in certi punti dello spazio (considerando che trascorre lì gran parte della sua giornata), e dall'altro l'opportunità che il tutto fosse attuabile, anche in ragione della tutela delle opere stesse (vedi spazi di attesa del pubblico, reception).
Inoltre, approfittando della mia formazione museografica e museologica post laurea, abbiamo seguito una logica che permettesse anche una certa elasticità futura, determinata dalla possibilità che alcune opere potessero essere sostituite da altre.

Sono previste iniziative, a livello di comunicazione o eventi, a supporto di questa esposizione?
Ci sono stati contatti tra il cliente ed alcuni enti, affinché si potessero organizzare periodicamente delle visite guidate.

Quali riflessi avete immaginato nell'ambito dell'arte, interior design, ma anche nel marketing?
Sia io che il cliente siamo molto impegnati a fare bene il nostro lavoro, e non ci spingiamo volentieri in ambiti che richiedono specifiche professionalità. Per cui, al di là di un ottimo reportage fotografico, la nostra idea è di cercare con pazienza occasioni che possano diffondere quanto di buono si è fatto, possibilmente in contesti che lo valorizzino ulteriormente.


Bravo Stefano. Serietà e professionalità al servizio di un progetto che rappresenta senza dubbio una best practice per il settore.
Un po’ di marketing, ce lo mettiamo accendendo i riflettori sulla comunicazione visiva: un trend esploso nel 2013, che dominerà certamente il futuro prossimo. Spazio alle immagini dunque, per immergerci ancora di più in questa Storia, grazie agli scatti (bellissimi), realizzati dal fotografo Raffaele Vaccari.

Buona visita.












8 gennaio 2014

Advertising, sono Mobile e Social i canali della crescita

7,5 milioni di Tablet e 37 milioni di Smartphone: in Italia si accede al web sempre più da mobile. Oltre 28 milioni di italiani frequentano mensilmente i Social Media.
Quella che è stata definita “nuova Internet”, è dunque basata sempre di più su device mobili e sui Social Network. L’accesso ai contenuti è mediato e semplificato dalle App. L’Advertising ha trovato così un nuovo canale di sbocco e recepito il cambio di abitudini in corso: tra il 2012 e il 2013 la Mobile Advertising ha registrato una crescita del 130% passando da 89 a circa 200 milioni di euro.
Anche l’Advertising sui Social Network nel corso del 2013 ha fatto un bel salto in avanti: +75%, arrivando a sfiorare i 100 milioni di euro.
Diverse le ragioni che stanno attirando l’interesse degli investitori sui Social Network: l’attitudine alla profilazione degli utenti, in grado di aumentare l’efficacia dell’advertising, rivolto a target mirati; la capacità nell’abilitare l’interattività con l’utente. La grande maggioranza di questo fatturato è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente Mobile: circa il 70% degli utenti infatti vi accede anche in mobilità su Smartphone e Tablet. 
Questi dati sono stati diffusi dall'Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano.

19 dicembre 2013

Natale 2013, sempre più italiani comprano online i regali

Sono oltre 7 milioni gli italiani che quest’anno compreranno almeno un regalo di Natale sul web: quasi 2 milioni di acquirenti in più dell’anno scorso.
Una ricerca condotta da Netcomm, in collaborazione con Human Highway, riporta come, tra gli acquirenti online abituali, coloro che compreranno i propri regali di Natale su Internet salgono dal 37% del 2011 al 50% del 2013 (passando dal 44% del 2012).
A sostegno di questo dato, il forte aumento degli acquirenti “Online first”: il 20% degli intenzionati ad acquistare almeno un regalo di Natale online dichiara che li acquisterà tutti o in maggioranza attraverso Internet. Si tratta di un segmento molto particolare, formato da quasi un milione e mezzo di individui, più che doppio rispetto allo scorso anno. Sono persone che si rivolgono in prima istanza alla Rete per una buona parte dei loro acquisti abituali, dai libri all’elettronica, dai viaggi ai contenuti digitali. Con l’emergere nell’ultimo anno di nuovi categorie di prodotti: la cosmetica, particolari prodotti alimentari, l’arredamento e gli accessori per la casa.
Forte crescita degli e-shoppers che hanno raggiunto i 14 milioni. Più di 30 milioni hanno oggi uno smartphone e ben 22 milioni di italiani lo usano per navigare. Secondo le indagini della ricerca, oltre il 10% degli acquisti è fatto da uno smartphone o un tablet (cifra più che raddoppiata rispetto al 2012). In un periodo di budget ristretti delle famiglie il settore delle flash sales e del couponing hanno giocato un ruolo estremamente positivo mettendo a disposizione dei più indecisi prodotti e servizi di qualità a prezzi molto accessibili.
Il 25,5% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà meno acquisti rispetto all’anno scorso, ma il 29,3% degli acquirenti online di regali di Natale dichiara che farà più acquisti rispetto all’anno scorso.


17 dicembre 2013

Framework di sviluppo e user experience, nei progetti "mobile"

Molti project manager e sviluppatori, progettando applicazioni per dispositivi mobili, si trovano di fronte al dilemma di come combinare la user experience di un’applicazione nativa, con la flessibilità di gestione e l’adattabilità cross-platform tipica di una soluzione ibrida.
Questo ha costretto le aziende a fare una scelta di fondo tra: prodotti mobile sviluppati in linguaggio nativo, caratterizzati da un'elevata user experience (ma con costi di sviluppo e gestione maggiori); e prodotti realizzati con tecnologia ibrida e adattabile alle varie piattaforme, ma che forniscono un’esperienza utente non ottimale.
Su diverse tipologie di app (retail, banking, servizi...) un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alla homepage e al menu di navigazione. Una composizione dinamica e fluida di una homepage ben progettata e sviluppata, è un ottimo biglietto da visita che predispone positivamente il Cliente. Un menu ben disegnato poi, che reagisce tempestivamente e fluidamente alle gesture dell’utente, restituisce un senso di confort e piacevolezza, in grado di stimolare un approccio positivo che lo porterà a osservare con maggiore interesse tutte le sezioni, facilitando il processo di “familiarizzazione” con l’app.
Quanto sin qui descritto mette in luce l’importanza della user experience, rivalutando in modo significativo gli impatti che può avere, sulla percezione del Cliente finale, la qualità di un prodotto in linguaggio nativo.
Al contempo, tuttavia, dal punto di vista dei gruppi responsabili dei progetti mobile, l’attenzione ai costi e a tempi di delivery più contenuti, possono avere un peso determinante nella preferenza verso soluzioni ibride.
La soluzione non è quindi semplice (nè tantomeno immediata). Occorre anzi valutare, di volta in volta, la scelta migliore in base alle priorità e linee guida di ogni distinto progetto.

12 dicembre 2013

Previsioni per il 2014? Molte novità... dalle app

Nel 2013 abbiamo visto nascere sul web aziende che, per la prima volta, hanno osato modificare lo status quo e rivoluzionare i modelli di business a cui siamo abituati: un esempio su tutti può essere Uber, l’app che consente di chiamare un ‘taxi privato’ e che va a scardinare regole, lobby e concetti fortemente radicati nel nostro Paese. Difficile vederlo come un caso isolato. Diversi attori seguiranno questo percorso.
Nel frattempo, molte app crescono e “si danno un tono” ...diventando Personal Assistant. Una recente analisi sui nuovi trend, condotta da Akamai, evidenzia come, oltre Siri e Google Now, le app stiano diventando sempre più predittive. Anche qui giova portare un esempio: iBeacons. Una tecnologia che assume le sembianze di un “assistente virtuale” che accompagna l’utente durante lo shopping. Testato negli Apple store, iBeacons consente all’utente di scansionare gli oggetti visionati per accedere a ulteriori informazioni, recensioni di altri utenti e ricevere preventivi. Di strada da fare ce ne è ancora... ma già alcune catene (come Macy’s) sembrano già interessate.


2 dicembre 2013

Whirlpool lancia una Digital School con lezioni su Slideshare

È la prima digital school aziendale online, accessibile a tutti e orientata ai social media, al web marketing e all’e-commerce. Così viene descritta da Whirlpool la propria iniziativa, composta da moduli formativi, pensati dapprima per le funzioni interne e successivamente pubblicate sul social media allo scopo di contribuire alla diffusione della cultura digitale.
L’azienda, riconosciuta come una delle più attive e prolifiche nel mondo dei social media, ha l’intento di rendere accessibili alle PMI e ai professionisti contenuti che non avrebbero mai potuto avere gratuitamente.
Le prime 9 lezioni, sono consultabili sul canale Slideshare di Whirlpool EMEA, sono state realizzate dalla multinazionale degli elettrodomestici in collaborazione con H-ART, azienda specializzata nei digital media.
Nei primi 9 moduli pubblicati si spazia dalle dinamiche interattive dei social media all’impatto della rivoluzione digitale sul business, dall’ecosistema digitale all’uso, individuale e aziendale dei social media, dai cambiamenti nell’utilizzo e nella produzione dei contenuti all’adattamento del messaggio alle diverse piattaforme, dal cambio nelle  abitudini di acquisto alle tendenze in atto nel web.
Tutte le lezioni, che si possono seguire nell’arco di venti minuti al massimo, hanno un taglio prettamente operativo con casi concreti e suggerimenti di immediata applicazione.Una comunicazione non unidirezionale, dato che l’azienda ha dichiarato anche di essersi attivata per ricevere contributi e suggerimenti, per arricchire e migliorare i contenuti proposti.



22 novembre 2013

Smartphone: a quali app non possono rinunciare gli italiani?

C’era una volta il cellulare con pochi tasti da premere, qualche gioco e la possibilità di scegliere suonerie (più o meno simpatiche). Oggi lo scenario è radicalmente cambiato: gli smartphone e le App hanno rivoluzionato la vita degli italiani... connettendoli al web, sempre e ovunque. Seguendo questo trend, ALK Technologies, ha indagato sulle tipologie di App a cui gli italiani non sarebbero mai disposti a rinunciare.

Al primo posto regnano indiscusse le app di messaggistica istantanea (86%). A poca distanza, si posizionano le App di navigazione satellitare, indicate dal 75% degli intervistati. Al terzo posto si classifica il meteo (40%). Un po’ inaspettatamente penalizzati i social network (21%) e le App dedicate alle news (13%). Le ricette (6%) prevalgono poi su giochi (3%) e fitness (2%).